Gorizia, le parrocchie offrono la cena ai migranti in difficoltà

Sono più di 3 mila i pasti serali forniti negli ultimi tre mesi mentre non si arresta l'emergenza degli arrivi dalla rotta balcanica
Matteo Femia
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Non si arresta l’emergenza riguardante la presenza di migranti all’addiaccio ogni notte con qualsiasi condizione atmosferica nell’area della stazione ferroviaria di Gorizia.

Ieri, ad esempio, tra coloro che non avevano un posto in cui trascorrere al riparo le ore notturne c’era una famiglia irachena, composta da papà, mamma e due bambine di meno di 10 anni: fondamentale è stato l’aiuto fornito loro dai volontari che – ogni sera da più di un anno a questa parte – garantiscono aiuto a chi si trova in questa condizione difficile. Nel caso in questione, poi, è stata trovata anche una sistemazione al coperto grazie all’aiuto fornito da una delle parrocchie cittadine: i migranti sono stati accompagnati così in autobus verso il luogo in cui hanno potuto passare la notte al caldo. E’ solo grazie all’impegno dei volontari che due bambine stremate da freddo e fame non hanno trascorso le ore notturne sotto la pioggia, dato che non è possibile restare all’interno della stazione goriziana dopo la mezzanotte. Una condizione che dovrebbe far riflettere le istituzioni.

Decisive nell’opera di aiuto ai migranti sono le parrocchie goriziane, che da alcune settimane organizzano anche una cena per chi non è ancora inserito nel sistema d’accoglienza.

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