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Aborto, Giovanni Govetto contro i manifesti di atei e agnostici

Il consigliere comunale di maggioranza di Udine commenta la campagna pubblicitaria attivata dallo Uaar in regione in difesa dell'interruzione di gravidanza: "E' più facile essere egoisti e cinici per chi non crede in nulla"

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 Negli ultimi giorni diversi manifesti hanno iniziato ad invadere le strade di diverse città e cittadine del Friuli Venezia Giulia. Sono quelli che lo UAAR ha affisso in difesa del diritto ad abortire da parte delle donne che desiderano non portare a termine una gravidanza. La campagna di sensibilizzazione promossa dall'Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti non è per nulla piaciuta a Giovanni Govetto, consigliere comunale in quota Forza Italia, e, come noto, amministratore molto vicino al movimento cattolico di Comunione e liberazione. "Una vita atea, agnostica e razionalista è una vita poco avventurosa e avvincente", spiegaRiceviamo e pubblichiamo il suo pensiero.

Apprendiamo in questi giorni come l’UAAR abbia deciso di concentrare i propri sforzi e le risorse dei propri associati pubblicizzando l’aborto farmacologico. Questo rende evidente come gli argomenti di cui l’associazione si interessa siano molto limitati. In effetti gli atei, agnostici, razionalisti non possono parlare di mistero e di imprevisto; non possono parlare di fede, fedeltà e di fiducia; non possono parlare di sentimenti. Forse non possono nemmeno parlare di libertà, dato che la libertà non si presta bene a valutazioni scientifiche e razionali, come ognuno di noi sa bene! Può solo parlare di diritti (a dire il vero potrebbe parlare anche di doveri ma quelli, si sa, non vanno di moda) e di “riprovazione sociale”.  
Peccato che l’aborto farmacologico (che come gli autori dei manifesti descrivono esattamente è un vero e proprio “aborto”) non sia un diritto ma una scelta sempre delicata e dolorosa fatta di fronte ad una circostanza (una possibile gravidanza) non desiderata e non voluta e che potrebbe portare problemi e difficoltà. Far credere e fingere che sia un’azione che le donne fanno o possono fare a cuor leggero è pubblicità ingannevole. Per gli atei agnostici e razionalisti una scelta vale l’altra perché non esiste un giusto e uno sbagliato. Per coloro che invece hanno altri valori, cioè per tutte le altre persone non atee nè agnostiche, non è così: le scelte sono importanti.
Non sarà certo un cartellone pubblicitario prodotto da chi non può credere ai sentimenti e ai grandi ideali a il dolore e la sofferenza rispetto ad una scelta che la donna si può trovare ad affrontare (e che non farà a cuor leggero ma sempre con la sensibili e l’intelligenza che le sono proprie). Le sono degli esseri umani, dotate di sentimenti, intelligenza e sensibilità. Non un meccanismo spiegabile scientificamente
Affermare che sia la nostra società, civile e aperta alla libertà di scelta e all'autodeterminazione, a far emergere i sensi di colpa in chi si trova nella circostanza di fare scelte drammatiche è insensato. Invito l’UAAR ad essere veramente razionale, non solo a parole: il senso di colpa non nasce per un condizionamento sociale (altrimenti i ladri e i delinquenti si sentirebbero tutti schiacciati dal senso di colpa...).
A ben guardare quella che la UAAR propugna è una libertà di NON scelta, dato che la scelta sarebbe eventualmente quella di accogliere la gravidanza con tutti gli stravolgimenti e le novità che questa comporterebbe. Con l’aborto le cose continuano ad andare come stavano andando prima della gravidanza non attesa nè programmata.
Personalmente questi manifesti mi fanno essere più convinto che una vita atea, agnostica e razionalista sia una vita poco avventurosa e avvincente, dove è piuttosto facile fare scelte e affermazioni che invadono senza delicatezza e attenzione la vita degli altri (è più facile essere egoisti e cinici per chi non crede in nulla).
L’UAAR sceglie di stare accanto all’aborto farmacologico e fa il tifo per questa scelta. Io scelgo di stare accanto alle donne. Qualsiasi sia la scelta che la donna vorrà fare. Preferisco la compagnia al tifo!

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