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'La gravidanza non è un danno', «Anche l'intero Consiglio comunale di Udine è pro vita»

Votata, in aula, una mozione a tutela della maternità prendendo spunto dal caso della pallavolista Lara Lugli. Govetto: "Dimostrate posizioni opposte a quelle di poche associazioni oltranziste come l'UAAR"

aborto, maternità

"Chi considera la gravidanza un danno dovrebbe vergognarsi", questa una delle frasi contenute all'interno della mozione di sentimenti approvata all'unanimità lunedì scorso nel Consiglio comunale di Udine, al cui interno si esprime vicinanza alla pallavolista Lara Lugli e, in generale, a tutte le atlete e le donne costrette a prestare il proprio lavoro in condizioni che lo rendono difficilmente conciliabile con la scelta della maternità. 

Proprio in seguito al voto ananime di tutte le forze politiche al sostegno del valore della maternità, il consigliere comunale di Forza Italia, Giovanni Govetto,  esprime la sua grande soddisfazione per quello che considera un passo decisivo per la città. "Tutti hanno concordato sul valore della maternità e dei diritti del concepito - precisa il consigliere, amministratore molto vicino al movimento cattolico di Comunione e liberazione -. Il valore sociale della maternità è una scelta che riguarda i genitori, anche tutti i cittadini che hanno interesse a favorire le nascite che andranno un domani a sostenere la tenuta sociale delle nostre città". "Da questo punto di vista - attacca Govetto -, se l’UAAR fosse veramente un’associazione laica e interessata alla tenuta sociale del sistema, dovrebbe appendere manifesti a favore della vita. Non dell’aborto".

"A mio avviso il voto di lunedì certifica, tra le altre cose, che non ci sono oscurantismi o posizioni retrive o ideologie retrograde dietro a queste preoccupazioni - agiunge -. Questo voto dimostra che possono esserci mozioni che citano la legge 194/78 “tutela della maternità ed interruzione volontaria della gravidanza” che vengono approvate all’unanimità cogliendo il valore della maternità. La politica ha avuto il coraggio di fare un grande passo avanti rispetto alle passate contrapposizioni ideologiche, che rimangono relegate a poche associazioni oltranziste che forse troveranno modo per contestare anche questa mozione".

"Da questo punto di vista - conclude Govetto - il caso Lara Lugli è stato un aiuto a comprendere che la vita, nel rispetto della libertà, deve essere aiutata a vincere e che non è giusto frapporre degli ostacoli che lo impediscano. Questo non è oscurantismo, non è un ritorno al passato. È guardare al futuro. Tutti assieme".

Qui di seguito le considerazioni votate dall'aula nella mozione sostenuta da maggioranza e opposizione:

"L’auspicio che il mondo del lavoro possa essere sempre più attento e sensibile al tema della tutela della maternità, delle donne madri e delle esigenze familiari. l’invito, in particolare, a tutti e tutte coloro che ricoprono incarichi di responsabilità nel mondo sportivo professionista (e dilettante) femminile (e maschile) a considerare quanto espresso nell’art. 37 della Costituzione Italiana: nel 2021 risulta inaccettabile mettere una donna, un uomo, una lavoratrice, un lavoratore, una sportiva un sportivo dinnanzi alla scelta se rinunciare alla propria attività o alla propria famiglia."

LA REPLICA DEL CENTROSINISTRA ALLE AFFERMAZIONI DI GOVETTO

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