Gradisca: nuovi tentativi di fuga dal Cpr, il sindaco: “In dubbio sicurezza di tutti”

Dopo gli episodi di sabato, nuove criticità nel pomeriggio di ieri, e la prima cittadina gradiscana Linda Tomasinsig si schiera a fianco dei sindacati delle forze dell'ordine
Matteo Femia
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E’ stato un weekend di passione quello vissuto al Cpr di Gradisca d’Isonzo a causa degli ennesimi tentativi di fuga verificatisi per due giorni di fila. Dopo l’episodio del pomeriggio di sabato, in cui una decina di detenuti ha provato a scavalcare il muro di cinta della struttura, altra criticità nel tardo pomeriggio di ieri, quando un altro gruppo ha tentato di allontanarsi dalla struttura salvo poi desistere dall’intento. Quello di ieri è stato il terzo tentativo di fuga dal Centro per il Rimpatrio gradiscano nel mese di febbraio: nel primo caso, un tunisino si era gravemente infortunato al bacino cadendo pesantemente al suolo dal tetto. Ma i tentativi di mettersi alle spalle l’ex caserma Polonio sono ormai una costante da diversi mesi, e anche le rappresentanze sindacali degli organi di polizia si erano fatte sentire a inizio febbraio con una nota del Sim Carabinieri: “Non possiamo attendere di vedere – aveva sottolineato – l’ennesimo collega ferito a causa di mancanze oggettive di chi dovrebbe garantire una struttura contenitiva sicura”. Una posizione condivisa dal sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig, che dopo gli episodi di questo fine settimana tuona: “Sosteniamo le richieste dei sindacati delle forze dell’ordine. Ci sono forti dubbi sulla struttura dal punto di vista della sicurezza degli operatori, delle forze di polizia e a questo punto anche dei cittadini”.

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