Hotspot per migranti a Palmanova? Il Comune boccia l’idea di Dipiazza

"Incapaci di gestire l’accoglienza diffusa, scaricano su amministrazione non allineata”
Redazione

A Trieste non c’è posto, l’hotspot venga fatto a Palmanova. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dopo l’annuncio del governo con l’avallo della Regione di creare un hotspot per i migranti della rotta Balcanica, rigetta l’ipotesi di realizzarlo nel capoluogo giuliano scatenando la dura reazione della città fortezza.

“Palmanova non è disponibile ad accogliere il centro hotspot regionale per la gestione dell’immigrazione”. Questo il secco no da parte del Sindaco di Palmanova Giuseppe Tellini alla proposta del Sindaco di Trieste.

E aggiunge il vicesindaco Francesco Martines: “Il governo regionale di centrodestra non pensi di scaricare su un comune non allineato la loro incapacità di gestire il fenomeno migratorio. Abbiamo fatto la nostra parte per quattro anni con i progetti di accoglienza diffusa perché riteniamo ancora che questo sia il sistema più adeguato per fare integrazione.

Dopo averci depotenziato l’ospedale e tolto servizi sanitari territoriali, non averci dato alcun contributo per valorizzare le caserme dismesse, adesso il centro destra regionale vuole ulteriormente penalizzare Palmanova con questa proposta inaccettabile. Cinque anni fa hanno chiuso i progetti SPRAR e di accoglienza diffusa volendo aprire cinque Centri Per i Rimpatri, senza realizzarne alcuno. Non si scarichi la loro incapacità di gestire questo problema occupando qualche caserma dismessa che purtroppo ancora noi abbiamo”.

E continua il Sindaco di Palmanova Giuseppe Tellini: “Mi auguro che quella di usare Palmanova come Centro di Accoglienza regionale non sia la linea di Massimiliano Fedriga e della Giunta Regionale. Quando si procede a tentoni senza una idea ben precisa, nascono proposte rabberciate e non condivise, per risolvere problematiche reali ma trascurate per troppo tempo.

Inoltre trovo veramente sgradevole che si appiccichino etichette (“persone che altrimenti girano per la citta col coltello e spacciano”) ad esseri umani che hanno percorso migliaia di chilometri fra mille sofferenze e a rischio della propria vita per fuggire da guerre e persecuzioni alla ricerca di un luogo in cui poter vivere dignitosamente in liberà”.

E conclude il Sindaco di Palmanova: “Soluzioni logistiche illogiche (naturalmente lontano dal proprio cortile) per una struttura che non si è riusciti a mettere in piedi in cinque anni di governo regionale, dopo aver sistematicamente smontato il modello dell’accoglienza diffusa che Palmanova aveva contribuito a sostenere, ospitando e facendo lavorare volontariamente per la comunità, ben quaranta migranti”.

Dipiazza in ogni caso spiega che il suo riferimento non era nello specifico a Palmanova ma alla bassa Friulana dove ci sono tante caserme oggi vuote che con un intervento contenuto anche a livello economico sarebbero adatta ad accogliere i migranti a differenza di Trieste dove le caserme vuote sono in totale abbandono. Inoltre la caserma consentirebbe di superare quella accoglienza diffusa che non funziona e genera solo business secondo Dipiazza, ipotesi però rigettata da Palmanova.

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