Il Castelliere di Sedegliano: un esempio intatto di abitato di 4000 anni fa / FOTO

Antichi villaggi fortificati
Redazione

Anche i Castellieri faranno parte del Museo etnografico di storia sociale del Friuli Venezia Giulia diffuso sul territorio. Per quanto riguarda l’aspetto archeologico, il “Mess” non potrà infatti che includere anche questi antichi villaggi fortificati, cinque dei quali si trovano nel Medio Friuli a circa dieci chilometri di distanza l’uno dall’altro, che testimoniano la civiltà lì esistente tra il 1.900 e il 1.700 avanti Cristo.

È questo il fulcro del progetto che l’assessore regionale alla Cultura e Sport, Tiziana Gibelli, ha anticipato a Sedegliano durante l’incontro dei giorni scorsi con la giunta comunale nell’ambito del quale il sindaco Dino Giacomuzzi le ha illustrato il progetto dell’amministrazione cittadina per dare maggiore visibilità al Castelliere, esempio pressoché intatto degli agglomerati abitativi del secondo millennio avanti Cristo.

Un sito in parte ancora da esplorare

Un sito in parte ancora da esplorare, del quale è stata riportata alla luce una delle porte d’accesso, dove sono stati scoperti i resti di quelli che gli studiosi, come la curatrice degli scavi Susi Corazza, presumono fossero i capi del villaggio. Il ritrovamento, protetto da una struttura dedicata alla sua valorizzazione, è ora visitabile su richiesta con l’ausilio di una video guida o l’assistenza degli esperti e ricercatori che hanno concorso a valorizzare questa scoperta.

“Entro quest’anno – ha precisato l’assessore – intendiamo concretizzare il progetto del Museo etnografico di storia sociale, con lo scopo di mettere a disposizione di tutti l’archivio storiografico della nostra gente. La parte archeologica del “Mess” si svilupperà attraverso le Grotte di Pradis, uno degli unici due siti al mondo nei quali convivono e sono visibili le tracce della presenza dell’Homo Sapiens e di Neanderthal, e il Villaggio del pescatore, dove sono presenti i resti di sedici dinosauri, due dei quali già riportati alla luce. Si tratta di realtà dal valore universale, che testimoniano l’esistenza della nostra specie in quest’area già dall’antichità e, in generale della vita sul pianeta nelle ere passate”.

“Altrettanto rilevanti – ha aggiunto Gibelli – sono i siti di Palù del Livenza e il Castelliere di Sedegliano, tesori di epoche più recenti, da valorizzare e rendere accessibili a tutti, perché tracce di un passato attraverso le quali è possibile studiare e conoscere le nostre origini, per vivere più consapevolmente il presente”. Oltre al Castelliere, Gibelli ha visitato anche l’archivio Tessitori, dove si trovano la biblioteca e la ricostruzione dell’ufficio romano di questo padre fondatore della Repubblica italiana nativo di Sedegliano.

 

“Il castelliere è testimone della storia dell’identità delle nostre comunità locali e può rappresentare un elemento importante anche per lo sviluppo turistico e culturale del Friuli Venezia Giulia”. Lo afferma in una nota il capogruppo della Lega, Mauro Bordin, a margine della visita al Castelliere di Sedegliano. Bordin esprime soddisfazione per l’inclusione dei Castellieri nel Museo etnografico di storia sociale del Friuli Venezia Giulia.

“Il progetto dell’assessore Gibelli è volto a mettere a disposizione di tutti l’archivio storiografico, così da far conoscere le nostre origini e una parte di storia del Friuli esistito fra il 1900 e il 1700 avanti Cristo. Soprattutto per i più giovani e per gli studenti – continua l’esponente della Lega – si tratta di un patrimonio di inestimabile valore che è nostro dovere conservare, tramandare e valorizzare“. “Insieme ai Castellieri di Galleriano di Lestizza e di Savalons di Mereto di Tomba, il Castelliere di Sedegliano è uno dei tre esemplari di villaggi fortificatati sorti in pianura ed è l’unico a conservare quasi per intero il suo circuito difensivo”, conclude Bordin.

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