Il ministro ordina la chiusura della centrale a carbone di Monfalcone

Daniele Micheluz
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Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha chiesto a Terna di fermare la produzione di energia elettrica da olio combustibile e dalla centrale a carbone di Monfalcone, e di ridurre al minimo la produzione di energia dalle altre centrali a carbone, mantenendo invariata quella da bioliquidi sostenibili  e da biomasse solide. La decisione è stata presa perché è cessata l’emergenza sulle forniture di gas, che aveva portato all’utilizzo di olio combustibile e all’aumento dell’uso del  carbone per la produzione elettrica.

Rispetto al precedente atto di indirizzo del 31 marzo 2023, che aveva l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo dei combustibili diversi dal gas, per generare un risparmio di questa materia prima strategica, si è ravvisata l’opportunità di rimodulare il piano di massimizzazione del carbone. Dall’ultima riunione del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del sistema del gas naturale è emerso un rassicurante livello di riempimento degli stoccaggi di gas, una  contrazione della domanda elettrica e un incremento della produzione idroelettrica.

“In poche parole – commenta Pichetto Fratin – fermiamo le centrali a olio combustibile e teniamo in moto, al minimo, quelle a carbone, al fine di garantire sempre la sicurezza energetica nazionale. Le politiche di diversificazione messe in atto dal Governo ci hanno consentito di raggiungere in anticipo l’obiettivo di risparmiare 700 milioni di metri cubi di gas entro il 30 settembre del 2023”. Questo grazie a “gli stoccaggi riempiti all’82% già a fine giugno e la maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili”.

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