Il Movimento 5 Stelle cambia le regole: sì a terzo mandato e ad alleanze

La decisione è stata presa con la votazione indetta sulla piattaforma Rousseau
Andrea Pierini
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La maggioranza ha deciso, via libera al terzo mandato e alle alleanze con i partiti tradizionali. 48.975 aventi diritto, gli iscritti in realtà sono molti di più, hanno partecipato alla votazione indetta sulla piattaforma Rousseau per decidere il futuro del Movimento 5 stelle. Va detto che la possibilità di candidarsi a un terzo mandato è solo per quelli che hanno già fatto un mandato da consigliere comunale, municipale e/o Presidente di Municipio. A vincere con una maggioranza più risicata è stata anche l’apertura alle alleanza per le amministrative.
Cristian Sergo consigliere regionale pentastellato conferma di aver votato no al secondo quesito, «ha vinto il sì e non ne faccio una tragedia anche perché non c’è un automatismo che impone una alleanza. Personalmente – spiega – continuo a credere che bisogna voltare i programmi e non le persone. Se devo valutare un sindaco lo farò sulla base del progetto che vuole portare avanti indipendentemente dalla casacca che indossa. La possibile alleanza – precisa Sergo – è su base comunale, non so se questo tipo di apertura potrà essere portata anche per le regioni e altro, diciamo che in passato però qualcosa di simile è stato fatto».
Resta ora da capire cosa cambierà a livello locale, a settembre si voterà in 12 comuni, tutti sotto i 15 mila residenti, ma nel 2020 andrà al voto Trieste e qua sul tavolo ci sono le candidature di Roberto Dipiazza per il centrodestra e Francesco Russo per il Partito democratico con una alleanza tutta da costruire. Si parla di un possibile outsider nel ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, di certo potrebbe esserci una sorpresa con una alleanza Pd cinque stelle, fino allo scorso anno – quello del Papeete – impensabile.

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