Inchiesta mense, il Comune chiede 100mila euro per i danni

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio della Ep Spa, azienda con sede operativa a Napoli, e di 7 indagati
Hubert Londero

Inchiesta sulle mense scolastiche, Palazzo D’Aronco chiede oltre 100mila euro per i danni anche d’immagine. La domanda è stata formalizzata stamani dal Comune di Udine durante l’udienza preliminare del procedimento per frode in pubbliche forniture al cui centro c’è la Ep spa, azienda con sede operativa a Napoli che in passato si era occupata della ristorazione nelle scuole del capoluogo e di altri Comuni friulani.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nas, aveva preso le mosse nel 2021 dopo molte segnalazioni dei genitori degli alunni degli istituti interessati. I militari dell’arma avevano contestato diverse irregolarità nella fornitura del cibo, dal peso delle porzioni alla qualità dei prodotti.

Sette le persone indagate, oltre alla società. Si tratta del fondatore della Ep Pasquale Esposito, di cinque dipendenti dell’azienda e del tecnologo alimentare del Comune di Udine. Tutti i difensori hanno chiesto il non luogo a procedere per i loro assistiti, mentre il pm Elisa Calligaris ha domandato per tutti il rinvio a giudizio. Una richiesta di danni, oltre a quella di Palazzo D’Aronco, è stata avanzata dal Comune di Arta Terme.

“Non c’è alcuna prova – commenta l’avvocato Gabriele Di Maio di Torre Annunziata, difensore di Esposito – del coinvolgimento del mio assistito, indagato come amministratore di fatto. Già nel 2017 aveva ceduto l’azienda ai figli senza tenersi alcuna quota e i giudici del Riesame – conclude  – non hanno rilevato gravi indizi nei suoi confronti in ordine alla gestione della società”.Il gup Roberta Paviotti deciderà sul merito nella prossima udienza, prevista per inizio aprile.

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