Gli islamici di Monfalcone: “Non sappiamo dove poter pregare questo venerdì”

Annunciato ricorso al Tar contro l'ordinanza sindacale di chiusura dei centri musulmani, emerge anche una missiva minatoria contenente pagine del Corano bruciate inviata da ignoti ad una delle associazioni
Matteo Femia
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“Non sappiamo dove poter pregare questo venerdì”. Bou Konate, presidente onorario del centro culturale islamico Darus Salaam di Monfalcone, chiuso con ordinanza sindacale come quello di via Fanin per ragioni di sicurezza, allarga le braccia: al momento non ci sono spazi dove i musulmani residenti in città possano svolgere domani la preghiera del giorno sacro della settimana. “Oggi – sottolinea Konate – abbiamo una riunione per capire cosa possiamo fare: una soluzione potrebbe essere pregare all’aperto da qualche parte, ma la pioggia battente prevista non ci aiuterebbe. Ed il Comune in questo senso non ci dà una mano a trovare uno spazio idoneo”.

Konate annuncia ricorso al Tar contro la decisione del sindaco Cisint, e denuncia inoltre il clima per nulla positivo creatosi attorno alla comunità islamica cittadina: “Abbiamo ricevuto una busta anonima, proveniente da Cinisello Balsamo – sottolinea – contenente due pagine del Corano parzialmente bruciate: è la prima volta che accade qualcosa del genere. Crediamo che questo sia il risultato di una campagna di odio ingiustificata svolta negli ultimi tempi contro di noi. Per fortuna tanti cittadini ci hanno manifestato solidarietà in queste ore”.

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