La ‘visione’ di Mario Toros, al lui dedicata la rotonda del Là di Moret

Ricordato l'ex ministro e sindacalista friulano, nato esattamente 100 anni fa. "Alle gente ci teneva davvero. Era al servizio degli altri"
Alberto Comisso

Ricordata oggi, nel centenario della sua nascita, la figura di Mario Toros, tra i più longevi politici ad aver portato le istanze del Friuli in parlamento. A lui questa mattina è stata intitolata la rotonda lungo viale Tricesimo tra Udine e Tavagnacco.

“Un uomo, un politico, un sindacalista che ha fatto molto per la nostra regione e per il Paese ma, nel mio caso, anche un maestro di vita e nell’arte del governo. Mario Toros, infatti, ha sicuramente lasciato il segno per quanto fatto durante i suoi anni di attività, ma soprattutto per aver investito sulle nuove generazioni di politici”. Così Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Fvg, intervenuto alla cerimonia di intitolazione, a cent’anni dalla sua nascita, del piazzale Mario Toros collocato lungo viale Triecesimo, all’altezza di Molin Nuovo e Feletto Umberto, località in cui l’onorevole ha vissuto fino alla sua morte nel 2018.

Una cerimonia molto partecipata alla presenza dei famigliari ma anche di molti amici e colleghi tra i quali il vicegovernatore della Regione Fvg Riccardo Riccardi, i sindaci di Udine Pietro Fontanini e di Tavagnacco Moreno Lirutti, il presidente di Ente Friuli nel Mondo Loris Basso e quello di Apo Roberto Volpetti, la segretaria Cisl Fvg Renata Della Ricca e Giovanni Nistri, la massima carica della Fondazione Teatro Nuovo. “Come tanti politici della Prima Repubblica aveva l’umiltà – ha proseguito Zanin – di confrontarsi con i giovani creando così un continuum nel futuro della politica, politica che oggi, rispetto a quella vissuta dall’onorevole, segna molti punti di debolezza. Fra questi, la mancanza di competenza, in un mondo in cui contano più i like sui social, e la scarsa rappresentanza del territorio dove non è più la persona a raccogliere consensi bussando casa per casa ma il partito, i simboli, i leader. Tutto questo a discapito della qualità della politica che viene espressa sul territorio che, troppo spesso, evidenzia l’incapacità dei suoi rappresentanti.

Anche per questo sono contento di essere uno degli ultimi epigoni della Democrazia Cristiana che vanta nomi come quello di Toros, ma anche di Antonio Comelli e Adriano Biasutti. Giganti verso cui abbiamo l’imperativo categorico di trasmettere alle nuove generazioni l’amore per la politica che deve avere come obiettivo principale il bene comune e non quello personale come oggi, purtroppo, troppi fanno”. Al termine del sul suo intervento Zanin, insieme ai consiglieri regionali Lorenzo Tosolini e Elia Miani (Lega), ha voluto omaggiare le figlie di Toros, Carla e Franca, con una targa commemorativa. “Abbiamo il batticuore – hanno commentato – e siamo molto emozionate e contente di questo momento. Papà, infatti, ha dedicato tutta la vita a questa terra, al Friuli e alla nostra gente e quindi ringraziamo tutti quelli che si sono fatti promotori dell’iniziativa”.

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