L’Arma rende omaggio ai Carabinieri caduti nella Battaglia del Podgora

Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario dell’epica battaglia nella quale l’Arma Benemerita vide il sacrificio dei propri militari sulle pendici del Podgora, il Monte C...
Redazione

Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario dell’epica battaglia nella quale l’Arma Benemerita vide il sacrificio dei propri militari sulle pendici del Podgora, il Monte Calvario, per la difesa del Nostro Paese e della Nostra identità nazionale, il Generale di Brigata Vincenzo Procacci, Comandante della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, accompagnato dal Ten. Col. Alessandro Carboni, Comandante Provinciale di Gorizia e dal Prefetto di Gorizia dott. Massimo Marchesiello nonché dalle Associazioni d’Arma, dalle altre Autorità locali, civili, militari e religiose, ha reso omaggio ai Carabinieri caduti nella Battaglia del Podgora con la deposizione di una corona alla base della stele eretta sul Monte Calvario.

Hanno accolto l’invito a presenziare alla cerimonia anche la senatrice Raffaella Marin e l’onorevole Guido Pettarin. Il Comandante della Legione Carabinieri, prima di raggiungere il Monte Calvario, si è soffermato al Sacrario Militare di Oslavia, dove ha deposto una corona di alloro in onore dei caduti e successivamente al Cimitero di Mossa dove, alla presenza del Sindaco, del Parroco di Mossa e dei familiari del Brigadiere Ferraro, vittima del dovere a Peteano, unitamente al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, ha deposto dei cuscini di fiori sulle tombe dei Carabinieri e dei Finanzieri caduti durante la Battaglia, nonché un mazzo di fiori sulla tomba del Brigadiere Ferraro.

Presso il Monte Calvario il Generale Procacci, nel suo intervento, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno voluto essere presenti nella circostanza, ha ripercorso i fatti d’arme, esaltando particolarmente il valore dimostrato dai quegli eroici Carabinieri. In particolare ha poi invitato le nuove generazioni dell’Arma a ricordare il sacrificio di chi li ha preceduti, traendone esempio e stimolo, spronandoli, nel ricordo dei valorosi Carabinieri del Monte Calvario, a soffermarsi non solo nelle occasioni ufficiali in quei luoghi per riflettere e recitare una preghiera.

La commemorazione di oggi alla Stele del Monumento ai Caduti della battaglia del Podgora sul Monte Calvario vuole ricordare uno degli eventi più tragici ed epici registrati sul fronte italiano, la “Battaglia del Podgora”, che, il 19 luglio 1915, ha visto protagonisti i Carabinieri Reali del “2º e 3º Battaglione del Reggimento Carabinieri Reali Mobilitato” (costituito nel maggio precedente con un organico di 65 ufficiali e 2500 tra sottufficiali e truppa) che, provenienti da Cormons, sebbene ostacolati dal fuoco nemico, raggiunsero la quota 240 del “Podgora”, toponimo sloveno della località Piedimonte del Calvario.

Secondo gli ordini, i Carabinieri Reali dovevano irrompere da un varco che le truppe della 2ª Armata avrebbero dovuto aprire sul fronte di Gorizia nel quadro della Seconda Battaglia dell’Isonzo, penetrandovi per primi e costituendo subito sbarramenti, posti di blocco, controlli e servizi vari. Loro momentaneo compito era dare il cambio al 36º Reggimento Fanteria che già teneva la posizione con una forza di uomini quasi doppia rispetto ai Carabinieri che costituivano i due battaglioni.

Gli austroungarici dominavano nettamente la posizione con le loro artiglierie poste oltre l’Isonzo, sul San Gabriele, sul San Daniele e sul Monte Santo. Il 19 luglio l’attacco ebbe inizio alle 6:30 del mattino. Contro i Carabinieri si scatenò immediatamente un intenso fuoco nemico che rallentò fino ad arrestare l’avanzata. Riorganizzati i superstiti, venne lanciato un nuovo attacco alla baionetta che portò i Carabinieri a pochi metri dai reticolati nemici, in una piega del terreno. Ma l’azione costò cara e la posizione si rivelò assai precaria.

Il Duca d’Aosta, Comandante della 3^ Armata, consegnando le decorazioni al valore ai Carabinieri Reali della sua Armata, così ricordò quell’epica giornata: “Sul Podgora, nelle memorande giornate del luglio 1915, inquadrati in Reggimento, deste prova della più grande tenacia, rimanendo saldi e impavidi sotto la furibonda tempesta nemica di ferro e fuoco, decimati, ma non fiaccati”. Per tale fatto d’arme furono concesse ai Carabinieri Reali 9 Medaglie d’Argento, 33 Medaglie di Bronzo e 13 Croci al Valor Militare.

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