L’Ateneo friulano identifica più di 90 siti archeologici in Libano

Conclusa la terza campagna della missione archeologica. Si tratta di insediamenti, monumenti e necropoli
Alessandra Salvatori
loading...

90 siti archeologici identificati (molti dei quali sconosciuti fino ad oggi) e più di duemila reperti recuperati in un’area di 100 chilometri quadrati. Sono i numeri della terza campagna della missione archeologica nel Libano settentrionale condotta dall’Ateneo di Udine e dall’Università Libanese. L’equipe di 11 archeologi ha identificato, nella zona di Nakhle, una estesa area funeraria ricca di numerose tombe sotterranee scavate nella roccia, alcune risalenti all’età del Bronzo. Sono state inoltre fissate a 5mila anni fa le origini della città medievale di Amioun, dove è stato aperto uno scavo per indagare i livelli di occupazione conservati sotto gli edifici moderni e databili all’età del Bronzo. Le ricerche, durate quasi un mese, si sono svolte nell’ambito del “Progetto Archeologico Libano Settentrionale” che mira a indagare un’ampia porzione della area di Koura, dalla catena montuosa del Libano al settore costiero. Il progetto è approvato e sostenuto dalla Direzione generale delle Antichità libanesi ed è finanziato dall’Università di Udine, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) e dalla ong milanese Cosv.

La direzione è affidata a Marco Iamoni, dell’Ateneo friulano, e a May Haider, dell’Università Libanese di Tripoli. Nel 2020 è in programma la quarta campagna che concluderà la prima fase del lavoro di ricognizione nella regione. Quest’anno la missione ha organizzato anche due mostre fotografiche: la prima per illustrare i risultati delle prime due campagne di ricognizione. La seconda dedicata alla ricostruzione delle origini di Amioun.

Potrebbe interessarti anche

©2022 TELEFRIULI. Tutti i diritti riservati | P. IVA 01313840306. La testata Telefriuli è registrata al Tribunale di Udine, n° 414/78 il 21.02.1978
Powered by Rubidia