Le Regioni al Governo: ecco le regole per ristoranti, palestre, piscine, teatri e cinema

La conferenza delle Regioni ha presentato una proposta al governo da sottoporre al Comitato tecnico scientifico per avviare le riaperture di bar e ristoranti, palestre, piscine e impianti termali, cin...
Andrea Pierini
La conferenza delle Regioni ha presentato una proposta al governo da sottoporre al Comitato tecnico scientifico per avviare le riaperture di bar e ristoranti, palestre, piscine e impianti termali, cinema, teatri e concerti. Oggi era in programma un incontro importante ma non decisivo e alla fine, causa anche Consiglio dei ministri convocato in contemporanea, nel primo confronto guidato dal neo eletto presidente Massimiliano Fedriga si è parlato soprattutto del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Sulle riaperture Fedriga da sottolineato come ci sarà la massima collaborazione «le istituzioni si devono muovere di pari passo con i cittadini, superando gradualmente la fase dei divieti e introducendo una nuova stagione di riaperture accompagnate da regole per evitare nuove impennate nella curva dei contagi. Stiamo infine valutando anche altre linee guida per le ulteriori attività produttive soprattutto in relazione alla revisione e al riscontro dei diversi scenari di rischio». In particolare l’obiettivo è di lasciare parrucchieri ed estetisti aperti anche in zona rossa e poi consentire gli spostamenti tra regioni se in zona gialla.
Sono in arrivo anche risorse per la montagna attraverso il riparto del fondo da 700 milioni del decreto sostegni: 430 milioni di euro agli esercenti funiviari, 40 milioni in favore dei maestri di sci iscritti negli appositi albi professionali e 230 milioni per le attività di vendita di beni e servizi, ripartiti sulla base delle presenze turistiche registrate nel triennio 2017-2019 nei Comuni montani appartenenti ai comprensori sciistici.
«L’obiettivo condiviso della conferenza delle regioni – ha spiegato Fedriga – è di rispondere celermente alle richieste degli operatori e alle attività colpite dagli effetti economici derivanti dall’epidemia da Covid-19. Abbiamo chiesto al governo di poter gestire l’erogazione come regioni – ha concluso Fedriga – chiedono di aumentare la dotazione finanziaria di 100 milioni di euro da destinare alle imprese».
 

Le regole nel dettaglio (CLICCA PER APRIRE IL PDF)

Misurazione della temperatura tavoli a due metri negli ambienti al chiuso e prenotazioni obbligatorie nelle palestre. Le regole presentate dalle regioni sono rigide ma non si discostano di molto rispetto a quelle in vigore. Per quanto riguarda i ristoranti la prenotazione non è obbligatoria ma raccomandata come la misurazione della temperatura. I tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, dehors). Due i metri di distanza anche per le consumazioni al banco. La mascherina va indossata quando ci si alza e aria condizionata solo se non in ricircolo
Per le palestre gli ingressi e le attività devono essere pianificati magari con prenotazione e regolamentati per evitare assembramenti. Anche qua la misurazione della temperatura è facoltativa e ci devono essere più di due metri tra chi si allena, uno se non si svolge attività fisica. Porte e finestre devono essere aperte e gli attrezzi disinfettati al termine dell’utilizzo.
Le piscine prevedono un indice di 7metri quadrati a persona in acqua, ridotti rispetto i 10 pre chiusura, nelle aree verdi e nelle aree solarium deve essere garantita una superficie di 10 mq per ogni ombrellone e la distanzia di 1 metro tra lettini e sdraio. Prima di entrare in vasca è obbligatoria la doccia saponata. «È obbligatorio l’uso della cuffia, è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua».
Cinema e teatri prevedono la distanza di un metro anche davanti e dietro, non si potrà assistere a spettacoli in piedi e la mascherina è obbligatoria altrimenti la distanza sale a due metri. Anche gli orchestrali devono stare a un metro di distanza che diventato 1,5 per gli strumenti a fiato. Sulla danza invece, vista l’impossibile di indossare la mascherina, si chiede un numero ridotto di presenze.

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