Le suggestive immagini della benedizione nella Città di Grado e della Laguna / GUARDA

Benedettini
Paola Treppo

In questo pomeriggio del giorno di Pasquetta 2020, del Lunedì dell’Angelo, nel tempo del Covid-19, nel tempo reale di una pandemia che ricorda le (tante) pesti passate che sterminarono le popolazioni del Friuli Venezia Giulia, come quella del 1511, ma non solo, la memoria riporta agli ex-voto “moderni”, e al loro reale significato. Un significato concreto, dopo decenni di apparente formalità.

Quelle che oggi sono rimaste processioni e riti tutto sommato percepiti come di forma, seppure estremamente sentiti dalle popolazioni locali, portano dentro a loro la memoria di realtà passate, vere, in cui la morte ha mietuto vittime ovunque, nella nostra regione. Tanto da richiedere una ricolonizzazione, di paesi deserti.

È allora che furono pronunciati gli ex-voto. I pardon. Ovunque, in Friuli Venezia Giulia, furono eretti luoghi sacri, organizzate processioni. Edificate edicole e chiese, cappelle e altari.

Forse solo oggi, quando si è costretti a seguire le messe attraverso i social o la televisione, quando si torna a pregare perché si ha paura di un nemico invisibile, si comprende quello che non è stato, per decenni, il rito reale dell’ex voto: non un simbolismo, ma che è quello che è rimasto (sempre vivo) nella memoria collettiva: della sofferenza reale vissuta dai nostri antenati. Antenati recenti, peraltro. Di persone che abbiamo conosciuto.

Persone che vissero le pestilenze sulla loro pelle, piangendo i lutti. E che pregarono, e che ringraziarono, per essere scampati alla morte.

Così, la benedizione della Città di Grado, ieri sera, nel giorno di Pasqua di un 2020 che fa da spartiacque, da parte dei frati benedettini che vivono sull’isola di Barbana, nella tranquillità e nella pace della Laguna di Grado e Marano, smette di essere un atto che possiamo percepire come simbolico.

Diventa, nel sentire di tutti, un atto concreto che libera le terre del Friuli Venezia Giulia dal Coronavirus. Da un’isola in cui il Covid-19 non è riuscito a penetrare.

“In questo giorno di Pasqua – scrivono i benedettini – abbiamo dato la Benedizione Eucaristica alla Città di Grado. La Madonna di Barbana, “Prima Cittadina di Grado”, attraverso il Suo Divin Figlio, benedice la Sua amata Città”.

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