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Lettera a Fedriga di Mareschi Danieli: «Hai in mano il nostro futuro, facci ripartire»

La Presidente di Confindustria Udine pubblica sul Messaggero Veneto un messaggio al Governatore, al quale chiede di far riaprire le aziende in maniera graduale, da subito

“Le misure ad oggi attuate dal Governo hanno portato ad un arresto produttivo che, oltre alle evidenti ripercussioni sull'economia dell'intero Paese, stanno danneggiando le imprese italiane rispetto a quelle degli altri Stati che, anche in situazione di pandemia, in molti settori industriali continuano a produrre. C’è l’assoluta necessità di far ripartire in maniera graduale, strutturata e condivisa una parte delle attività produttive della nostra Regione”.

Lo chiede la presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli in una lettera aperta rivolta al Governatore Massimiliano Fedriga e pubblicata oggi sul Messaggero Veneto.


“Riteniamo che il giusto bilanciamento tra le indiscusse necessità di sanità pubblica e l'altrettanto necessaria esigenza economica e produttiva del Paese – aggiunge la numero uno degli industriali friulani - imponga l'adozione di misure che consentano quantomeno la parziale e graduale ripresa delle attività produttive industriali e commerciali, pur sempre subordinando tale ripresa all'adozione di tutte le misure che si ritengano indispensabili per escludere il rischio di contagio nei luoghi di lavoro”.

Mareschi Danieli, nella lettera pubblicata dal Messaggero Veneto, conferma ancora una volta la disponibilità delle imprese che eventualmente potranno ripartire ad essere sottoposte ad eventuali controlli per verificare che si operi nel rispetto delle misure di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e per il contenimento del virus. E ancora una volta la Presidente di Confindustria Udine sottolinea che queste verifiche non possono prescindere dal riconoscimento della presunzione della buona fede degli imprenditori.

“Caro Presidente – termina così la lettera aperta - per tutte le ragione di cui sopra, avendo tu in mano il nostro futuro, quello delle persone a cui vogliamo bene, dei nostri figli e di tutti i nostri collaboratori, ti chiedo di riattivare, secondo ogni misura che ti ho confermato in questa lettera e ogni altra che riterrai opportuna per escludere il rischio di contagio da COVID-19, le attività produttive in grado di garantirne il pieno, rigoroso e puntuale rispetto, senza ulteriori indugi. Sono, siamo al tuo fianco”.

 

 

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