Mafia del Brenta: lunghi i tempi di estradizione di D’Este dalla Croazia

Il procuratore Mastelloni: 'caso affetto da patologia di lentezza rilevante'
Redazione

Tempi lunghi per l’estradizione Claudio D’Este, il ‘Moro’, incaricato da Felice Maniero di gestire il traffico di droga per conto della Mala del Brenta.

Latitante a Zagabria, è stato catturato a 72 anni, alla fine del 2018, dalla polizia croata, su indicazione delle squadre mobili di Venezia, Trieste e del Servizio Centrale Operativo. Deve scontare la pena di dieci anni di carcere.

Il procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, interviene sul caso sottolineando che la vicenda è “affetta da una patologia di lentezza rilevante, che finisce per deludere le forze di polizia deputate alla cattura del latitante”.

Il 29 aprile scorso, la Corte di Velika Gorica aveva deciso l’immediata consegna di D’Este alle autorità italiane ma l’uomo ha impugnato la decisione.

“La giustizia è fatta di risposte immediate e adeguate che investono innanzitutto chi si sottrae alla pena” dice il procuratore capo.

D’Este aveva fatto perdere le tracce nel 1999, quando uscì dal carcere senza farvi più rientrò. In Croazia la banda aveva forti appoggi. D’Este era vertici della mala del Brenta, per la quale gestiva il traffico, cocaina ed eroina. Arrestato una prima volta nel 1976, finì in manette una seconda volta nel 1997. In Croazia gestiva un casinò.

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