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Margine Operativo Lordo, semestre d'oro per Danieli: +46%

Utile netto penalizzato dall'andamento del dollaro. Portafoglio ordini a 2,7 miliardi. Buone le aspettative per il secondo semestre di esercizio

danieli

Il Consiglio di Amministrazione della Danieli Officine Meccaniche ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2020, e preso atto del risultato dei primi sei mesi di gestione.

Il Margine Operativo Lordo del periodo (EBITDA) è salito del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, trainato da un settore Plant Making che ha beneficiato nel periodo di margini aggiuntivi legati al completamento positivo di alcuni progetti e con un settore Steel Making in ripresa nella seconda metà del 2020.

Il Risultato Netto dei primi sei mesi dell’esercizio 2020/2021 scende invece condizionato dalle differenze cambio negative legate all’allineamento della cassa e delle altre poste di bilancio espresse in usd al cambio del 31 dicembre 2020 che risulta svalutato di circa il 10% rispetto al cambio dell’euro al 30 giugno 2020.

Il settore Plant Making ha mantenuto nel periodo un utilizzo razionale delle sue strutture internazionali puntando alla competitività in termini di innovazione, tecnologia, qualità, efficienza e servizio al cliente. Nel settore Steel Making è iniziato l’avviamento in Abs, a Pozzuolo del Friuli, del nuovo impianto per vergella di qualità (Quality Wire Rod Mill) che permetterà di diversificare ulteriormente la produzione garantendo una finitura di grande qualità del prodotto allargando la gamma metallurgica verso settori con maggior valore aggiunto, migliorando i prezzi, la qualità ed il servizio per i clienti.

L’utile netto delle attività in funzionamento ammonta a 17 milioni di euro e non include al 31 dicembre 2020 le attività in chiusura del tubificio Esw in Germania, qualificate “discontinue” ai sensi dell’IFRS 5 come esposto pure al 31 dicembre 2019.

Nei primi mesi del 2021 le attività del settore Steel Making hanno beneficiato di un mercato più ricettivo, con l’aspettativa di un buon secondo semestre per l’esercizio 2020/2021, mentre l’andamento del settore Plant Making prosegue con una gestione lineare (grazie alla messa in produzione dei nuovi ordini acquisiti nel periodo) senza la necessità di accantonamenti straordinari.

Il livello dei ricavi del Gruppo scende rispetto a quanto realizzato nello stesso periodo dell’esercizio precedente, con un fatturato in crescita nel settore acciaio (Steel Making) ed in calo del 13% nel settore impianti (Plant Making) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2019/2020. I ricavi per il settore Plant Making risultano comunque allineati con le previsioni d’inizio anno e derivano dal rispetto dei programmi di costruzione contrattualmente concordati con i clienti, con un Ebitda per 68,0 milioni di euro, sostenuto dalla produzione su ordini più profittevoli per un contenuto tecnologico più sofisticato e quindi di maggiore valore aggiunto.

Inoltre buono anche l’order intake del periodo che ha permesso il mantenimento di un portafoglio ordini elevato per il Plant Making al 31 dicembre 2020 (due anni di carico lavoro) grazie agli impianti e tecnologie innovative che il mercato ha raccolto positivamente.

I ricavi per il settore Steel Making (ABS) sono in linea con il budget di inizio anno e presentano una redditività di 27,5 milioni di euro, con prodotti spediti nel periodo chiuso al 31 dicembre 2020 per circa 500.000 tonnellate (in linea con i volumi dell’omologo periodo dello scorso esercizio), con l’obiettivo di migliorare la redditività e volumi nel secondo semestre dell’esercizio presentando un risultato positivo per l’intero esercizio in corso.

L’utile netto consolidato del periodo infine è inferiore alle previsioni di inizio anno, penalizzato dall’allineamento negativo al cambio usd-euro al 31 dicembre 2020 della provvista di cassa e dei crediti espressi in valuta estera. L’allineamento delle poste in valuta al cambio dell’11 marzo 2021 avrebbe comportato una variazione positiva di circa 20 milioni di euro per differenza cambio non realizzate nel periodo, rispetto quanto contabilizzato al 31 dicembre 2020.

Le performances di entrambi i settori Plant Making (ingegneria e costruzioni impianti) e Steel Making (produzione acciai speciali) ed il mantenimento del portafoglio ordini a buoni livelli fanno prevedere, al momento, un buon recupero nei risultati a fine esercizio. In particolare, nel settore Steel Making si attende un miglioramento nel 2021 dei risultati raggiunti nel secondo semestre del 2020 grazie ad un maggior volume in tonnellate prodotte e prezzi più remunerativi legati ad un migliore mix di produzione oltre ad un mercato più ricettivo verso i prodotti di qualità.

PROSPETTIVE WORLDWIDE. L’economia mondiale ha mostrato nel 2020 una contrazione negativa del 3,5% in forte riduzione rispetto alla crescita positiva del 2,8% registrato nel 2019 anche se c’è una prospettiva di rapido miglioramento per il 2021 e 2022 (proiezioni FMI). Vi sono infatti positive aspettative di un superamento della pandemia COVID-19 grazie ai nuovi vaccini e di un rilancio economico generale da parte delle principali nazioni industrializzate.

La crescita media del 5,5% prevista per il 2021 seguirà comunque il forte stop avvenuto nel 2020 ed avrà risvolti differenziati tra i vari paesi in base al diverso accesso agli interventi medici e all’efficacia delle politiche di supporto economico sviluppate dai singoli stati.

La produzione siderurgica mondiale ha raggiunto nel 2020 un volume di circa 1.864 milioni di tonnellate, in riduzione solo dello 0,9% rispetto al 2019 (come indicato da World Steel Association), con una crescita in Asia (trainata dall’aumento del 5,2% raggiunto in Cina) e risultati in calo nel resto del mondo soprattutto in USA e UE, mentre la produzione in Middle East, Russia ed Africa è rimasta stabile o leggermente cresciuta soprattutto nella seconda metà dell’anno.

Il coefficiente medio di utilizzo degli impianti è stato nel 2020 di circa l’80% influenzato positivamente da un miglior utilizzo (con l’85% circa) della capacità produttiva dai produttori cinesi, per i quali le previsioni finora disponibili indicano una tenuta della produzione di acciaio anche nel 2021.

I produttori del resto del mondo mostrano invece un coefficiente di utilizzazione attorno al 65% in parte compromesso dalle forti importazioni ed in parte ancora limitato dalla necessità di una ristrutturazione del settore che permetta un incremento di efficienza nella produzione e di qualità nei prodotti finiti.

L’Outlook generale del mercato dell’acciaio rimane comunque positivo per il 2021 con prezzi e margini migliori rispetto al 2020 grazie ad una minore fluttuazione dei fattori produttivi e un mercato di sbocco più ricettivo con un’aspettativa di crescita nelle quantità e un probabile consolidamento dei risultati nel 2022/2023.

Sia la Ue ma pure gli Usa e la Cina stanno programmando le loro priorità di business cercando di allinearsi ai principi di sostenibilità (SDGs) promossi dal UN Global Compact per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030.

Dopo un periodo di crisi senza precedenti generato dalla pandemia COVID-19 si dovrà accelerare con azioni di mitigazione delle emissioni attivandosi sulle attività primarie coinvolgendo tutta la catena del valore per ridurre la produzione di Green House Gas in tutte le fasi industriali.

La tematica ESG sta divenendo sempre più importante anche per i produttori d’acciaio, soprattutto in tema di investimenti e sviluppo sostenibile tenendo conto dei nuovi meccanismi di tassazione (Carbon Border Tax) sul contenuto di CO2 dei prodotti d’acciaio importati in UE in attivazione nel 2021 che si affiancherà al nuovo Sistema europeo dei Certificati Ambientali che punta a favorire i produttori da forno elettrico meno impattanti in tema di emissioni rispetto alla produzione tradizionale con altoforno. In conclusione rimane sostenuta per il Plant Making la domanda di impianti digitalizzati per produzione acciaio/alluminio, high-tech, con OpEx competitivo, aumento della qualità e flessibilità, con impatto ambientale friendly contribuendo al buon order intake del settore PLANT MAKING: TENDENZA. Danieli Plant Making si conferma leader mondiale nel proporre soluzioni che permettano di: migliorare la produttività degli impianti e il valore aggiunto pro-capite dei suoi addetti; ridurre le emissioni GHG per tonnellata prodotta con soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale; mettere in pratica i principi della rivoluzione 4.0 nell’industria siderurgica con il progetto DIGIMET per garantire il controllo delle variabili produttive operando gli impianti con sistemi predittivi dinamici a gestire tutte le variabili produttive; integrare tutte le fasi produttive con soluzioni endless velocizzando i processi sia per prodotti lunghi che per piani con tempi e costi ridotti ed incremento dell’efficienza produttiva degli impianti.

La produzione primaria di acciaio contribuisce per circa il 7-9 % della produzione globale di CO2 di natura fossile (un settore industriale secondo solo a quello della generazione di energia) e la sua trasformazione in linea con gli accordi di Parigi prevede una de-carbonizzazione che consideri inizialmente un miglioramento di efficienza degli altoforni ma poi l’utilizzo di nuove tecnologie che portino alla loro graduale sostituzione.

La combinazione oggi possibile di impianti di riduzione diretta che utilizzino gas e idrogeno quale fattore riducente del ferro in abbinata con forni elettrici digitali ad alta efficienza alimentati con energie rinnovabili e laminatoi con impianti di riscaldo ad induzione elettrica portano tendenzialmente ad una produzione di acciaio (Green Steel) con zero impatto ambientale senza emissioni di Green House Gas riducendo i volumi generati di CO2 medi da 1.800Kg a 300-400Kg per singola tonnellata di acciaio prodotto.

STRATEGIE. “Innovaction to be a step ahead in capex and opex” che ha l’obiettivo di valorizzare il nuovo modello organizzativo assunto dal Gruppo favorendo la crescita intellettuale e multiculturale e sviluppando soluzioni per rispondere in modo più efficace alle attuali esigenze dei mercati.

“Passion to innovate and perform” ma pure “We do not shop around for noble equipment”. Il Gruppo Danieli continuerà quindi a consolidare ed espandere le sue attività per garantire maggiore competitività in termini di innovazione, tecnologia, qualità, costi, produttività e servizio al cliente.

“Absolute Steel Quality” che sintetizza l’impegno costante di ABS a produrre acciai con un livello di finitura e servizio al cliente sempre in linea con le aspettative più esigenti e per le applicazioni industriali più innovative e rigorose.

La ricerca e lo sviluppo tecnologico attuati da Danieli nell’ultima decade hanno permesso di ampliare la gamma degli impianti offerti all’intero settore Metal (acciaio, alluminio ed altri metalli), riducendo sensibilmente il costo necessario per l’investimento iniziale per singolo progetto (CAPEX), ma pure ottimizzando i costi operativi di produzione (OPEX), integrando più fasi di lavorazione all’interno del processo produttivo ed allargando quindi la platea dei potenziali investitori nel settore grazie ad una fattibilità economica più agevole degli investimenti sia in paesi con economie mature che in quelli ancora in fase di sviluppo.

Innovazione e prodotti nobili vengono sviluppati e costruiti prevalentemente in Europa mentre la progettazione e fabbricazione di impianti con tecnologie già consolidate viene eseguita nelle fabbriche in Asia, garantendo ad un costo inferiore la stessa qualità europea sia per il mercato siderurgico occidentale sia per quello asiatico, che oggi interessa oltre il 70% della produzione mondiale di acciaio.

ABS è riconosciuta a livello internazionale come una delle più moderne acciaierie per la qualità dei suoi impianti che garantiscono non solo prodotti certificati ma pure la massima efficienza produttiva ed una piena tutela dell’ecosistema in cui opera. ABS fornisce prodotti con qualità e tempi di consegna in linea con i migliori produttori a livello mondiale, e si pone l’obiettivo di essere il primo operatore in Italia nel settore degli acciai speciali e tra i primi tre in Europa.

Portafoglio ordini. Il portafoglio ordini del Gruppo risulta ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto ed ammonta, al 31 dicembre 2020, a 2.688 milioni di euro (di cui 296 milioni di euro nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto a 2.936 milioni di euro al 30 giugno 2020 (di cui 190 milioni di euro per acciai speciali).

Non sono inclusi nel portafoglio ordini alcuni importanti contratti già sottoscritti ma non ancora entrati into force.

Il mantenimento, per il Gruppo, di un portafoglio ordini ad un livello stabile ed elevato conferma la propensione dei produttori di acciaio ad investire in nuovi impianti grazie alla competitività ed alle soluzioni innovative proposte da Danieli oggi sempre più qualificata e referenziata in tutte le gamme della produzione metallurgica.

Risorse umane. Il numero dei dipendenti del Gruppo Danieli al 31 dicembre 2020 è di 8.779 unità, di cui 1.348 impegnate nel settore Steel Making e 7.431 unità nel settore Plant Making, diminuito di 281 unità rispetto al numero di 9.060 dipendenti al 30 giugno 2020. Danieli continua a perseguire elevati ritmi di innovazione, efficienza e qualità del servizio al cliente promuovendo l’eccellenza del team supportando merito e Team Work. Danieli Academy sarà ulteriormente potenziata per ampliare la selezione e training dei juniors ma anche con corsi di aggiornamento e miglioramento professionale dei seniors.

ATTIVITÀ DEL GRUPPO DANIELI. Il Gruppo Danieli ha sostanzialmente due attività principali: la prima (Plant Making Danieli) riguarda il settore ingegneria e costruzione impianti anche chiavi in mano per la produzione di metalli. Le principali società operative del Plant Making si trovano in Europa (Italia, Svezia, Germania, Francia, Austria, Olanda, Regno Unito, Russia, Spagna) ed Asia (Cina, Thailandia, India, Vietnam), con centri di servizio in USA, Brasile, Egitto, Turchia ed Ucraina.

Nel settore Plant Making, Danieli è tra i primi tre costruttori mondiali di impianti e macchine per l’industria dei metalli con la leadership in acciaierie ed impianti per la produzione dei prodotti lunghi (impianti che producono acciaio utilizzando forni elettrici - eventualmente con riduzione diretta del minerale - che, oltre ad essere competitivi per Capex e Opex, sono “environmental friendly” se comparati agli impianti integrati con alto forno ed uso di carbone Coke); è inoltre il secondo costruttore di impianti per la produzione di prodotti piani.

La seconda attività (Steel Making) riguarda invece la produzione di acciai speciali con le società ABS ed ABS Sisak d.o.o.. La produzione è destinata all’industria automobilistica, mezzi pesanti, industria meccanica, energetica e petrolifera. ABS è l’azienda numero uno in Italia e tra le prime in Europa nel settore di pertinenza.

Il Gruppo Danieli occupa in Friuli-Venezia Giulia circa 6.000 persone tra diretti e indotto e contribuisce per quasi il 40% all’export annuo della provincia di Udine e per il 20% di quello regionale.

Anche per quanto riguarda il sostegno alla famiglia, oltre al nido ed alla scuola per l’infanzia già attivi da anni, il Gruppo Danieli ha sviluppato un programma per la scuola primaria che, didatticamente, è considerata all’avanguardia rispetto ai metodi d’insegnamento tradizionali, in particolare per il consolidamento delle soft skills, ed è stata certificata come “Centro di preparazione agli esami Cambridge” grazie alla qualità dell’offerta formativa per l’apprendimento della lingua inglese.

E’ in fase di completamento, dopo la nursery e le scuole primarie, anche la realizzazione delle nuove strutture scolastiche per secondarie di primo grado per portare i ragazzi fino all’ingresso ai Licei con una solida formazione umanistica e tecnica e con soft skills adeguate.

Danieli ha inoltre partecipato al Carbon Disclosure Project (CDP) risultando, nel 2020, fra i soggetti più meritevoli nell’ambito delle società italiane ed europee con il titolo di Supplier Engagement Leader per l’utilizzo di una Supply Chain sostenibile, grazie al grande impegno svolto nello sviluppare soluzioni innovative ed Environmental Friendly per i nostri clienti. Nello specifico, Danieli ha aderito al programma “Climate Change” promossa da “Science Based Targets Initiative” che accompagna le aziende a crescere in modo più sostenibile, gestendo gli effetti del cambiamento climatico sul proprio business.

Danieli inoltre partecipa al United Nations Global Compact (UNGC) promuovendo i suoi principi in tema di diritti umani, anticorruzione, lavoro ed ambiente per un business etico e sostenibile.

Si allegano di seguito una sintesi dei prospetti dello stato patrimoniale, del conto economico (escluso il conto economico complessivo) e della posizione finanziaria consolidata di Gruppo relativi alla chiusura del periodo al 31 dicembre 2020, comparati con i dati al 31 dicembre 2019 e al 30 giugno 2020.

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