Maternità negate. «Io, incinta e lasciata a casa», la testimonianza di una mamma pordenonese

La vicenda della pallavolista del Volley Pordenone Lara Lugli non è un caso isolato. La testimonianza di una mamma pordenonese che per lo stesso motivo ha perso il lavoro
Daniele Micheluz
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Dopo la denuncia di Lara Lugli, arriva anche la testimonianza di una mamma di Pordenone che racconta ai microfoni di Telefriuli di essere stata lasciata a casa dal lavoro appena comunicato di essere in dolce attesa. “Ai colloqui – si sfoga – chiedono sempre informazioni su eventuali gravidanze”.

“La denuncia pubblica della discriminazione subita da Lara Lugli ha il merito di colpire l’opinione pubblica e di metterci tutti di fronte a dure responsabilità civili e politiche. Purtroppo questa è la punta di un vergognoso iceberg sommerso fatto di soprusi, contro cui la lotta è ancora lunga. Oggi un’altra mamma di Pordenone ci racconta di aver perso il suo lavoro appena rimasta incinta: troppe donne sono passate in silenzio attraverso questa umiliazione e deprivazione di diritti. Le azioni positive, le leggi e le norme di applicazione non basteranno se non rompiamo quel muro di omertà che continua a tenere le donne un gradino più in basso, soprattutto le più deboli, quelle che dovrebbero avere più garanzie”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, a proposito della pallavolista citata per danni dalla sua società per essere rimasta incinta e riferendo la testimonianza di una donna pordenonese, raccolta da Telefriuli, licenziata per lo stesso motivo.

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