Mazza sbatte ‘il porta a porta’ in faccia a Fontanini e si scaglia contro Net

L'ex capogruppo della Lega accusa la Net di aver cambiato completamente idea rispetto ad un report del 2015, quando ai vertici c'erano gli stessi dirigenti
Redazione

In dissenso con la scelta di una raccolta di rifiuti ‘porta a porta’ perseguito dalla sua stessa Giunta, sabato scorso si è dimesso il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Marcello Mazza. Ospite questa mattina di Davide Vicedomini ad Ore 7, il leghista ci ha spiegato le ragioni del suo abbandono.

L’ex capogruppo della Lega ha accusato la Net di aver cambiato completamente idea rispetto ad un report del 2015, quando gli stessi dirigenti spiegavano i danni che causa il porta a porta: enormi problemi di salute agli operatori ecologici (demansionati da tecnici a semplici raccoglitori), un aumento dell’inquinamento in virtù di un maggior utilizzo di camioncini per la raccolta dei rifiuti e un maggior spreco di acqua per il lavaggio degli stessi raccoglitori. Mazza, inoltre, ha spiegato che Udine con l’attuale sistema ha raggiunto inaspettatamente il 67% di raccolta differenziata, dato di assoluto rilievo nazionale per un sistema di questo tipo e ciò, nonostante la Net non promuova campagne di sensibilizzazione e di informazione dal 2012.

Il leghista ha poi precisato come l’attuale raccolta porta a porta che si svolge nel centro del capoluogo friulano sia in realtà effettuato solamente sull’indifferenziata e la plastica. Per vetro, carta e umido, invece, si utilizzano ancora i cassonetti. Tutto questo mettendo a repentaglio il decoro del centro storico che regolarmente viene invaso periodicamente di immondizia. “A Trieste e a Firenze ci sono i bidoni interrati che si utilizzano con la scheda – conclude Mazza – li ha fotografati anche il dottor Fuccaro della Net. Mi domando come mai a Udine non si possa pensare ad una soluzione di questo tipo. Molti cittadini non vogliono tenersi i sacchi dei rifiuti in casa per giorni”.

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