Mense scolastiche, appello dei genitori incaricati al controllo: «Fateci entrare»

Il presidente della Commissione Mensa dei genitori, Omar Toniutti: “Poche segnalazioni, ma solo perché le ispezioni sono vietate”
Giancarlo Virgilio

Pasti nelle scuole di Udine nel mirino dei genitori. Ieri, via streaming, si è tenuta l’attesa riunione tra i rappresentanti delle famiglie e l’assessore all’Istruzione del Comune di Udine, Elisa Asia Battaglia, per fare il punto della situazione sul servizio mensa attivato dall’inizio del nuovo anno scolastico dall’impresa Ep, la nuova società che ha vinto l’appalto per la distribuzione dei pranzi negli Istituti Comprensivi del capoluogo friulano.

Come spiegato dai genitori, ad oggi “il pasto viene pagato praticamente a scatola chiusa” (5 euro al giorno per le famiglie che pagano il prezzo intero) perché ai rappresentanti viene negato l’accesso nelle scuole a causa dei regolamenti antiCovid. “Il Comune ci ha chiesto di segnalare le problematiche, ma se non ci lasciano entrare a scuola le segnalazioni chi le fa?”, si chiede il presidente della Commissione Mensa dei genitori, Omar Toniutti, che ieri ha ribadito all’assessore la ferma volontà dei rappresentanti mensa di poter entrare nelle scuole per svolgere i controlli per cui sono stati eletti e alcuni disguidi riscontrati in queste prime settimane di scuola. “Se nessuno entra, è ovvio che le segnalazioni sono poche. Le maestre, quando possono segnalano, ma hanno già mille incombenze”.

Toniutti, a nome dei genitori, lancia quindi un appello alla direttrice generale dell’Ufficio scolastico: “I genitori non possono entrare per decisione dei dirigenti scolastici, non per volontà del Comune. Capiamo la situazione di emergenza, siamo buoni e gentili ma non siamo stupidi. Ringraziamo il Comune di Udine per la massima disponibilità e la voglia di trovare la soluzione, ma la pazienza ha un limite. Qui ci va di mezzo la salute dei nostri figli. Chiediamo a chi sta sopra i dirigenti scolastici di permettere l’ingresso nei plessi ai rappresentanti democraticamente eletti”.

Sull’azienda Ep, Filmcams Cgil Udine, ha spiegato che le circa 50 lavoratrici dell’azienda uscente (CAMST) sono passate alla nuova Impresa. Cosa che ha permesso di salvaguardare l’intero perimetro occupazionale e che porta anche a rodare degli ingranaggi nuovi. “Ad oggi, purtroppo, manca ancora un Referente dell’appalto e un Responsabile territoriale con il quale poterci confrontare”, rivelano Ingrid Peres e Francesco Buonopane.

 “Siamo consapevoli che la fase inziale di un appalto, soprattutto laddove vi sia un cambio di Impresa aggiudicatrice, comporti inevitabilmente disservizi da dover gestire, risolvere, tarare – aggiungono i due sindacalisti-. Rinnoviamo pertanto l’invito ad un incontro, alla presenza del Comune di Udine, al fine di risolvere i disservizi ad oggi presenti e ricercare una cabina di regia e di coordinamento che sappia e voglia verificare, monitorare e gestire le problematiche che via via potranno presentarsi”.

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