Mense scolastiche, le reazioni dei genitori ai 4 arresti e ai 3 indagati

Non si sono fatte attendere nel capoluogo friulano le reazioni alla notizia delle quattro persone arrestate e dei tre indagati a seguito dell'indagine condotta dai Nas nelle mense udinesi e di diverse...
Giancarlo Virgilio

Non si sono fatte attendere nel capoluogo friulano le reazioni alla notizia delle quattro persone arrestate e dei tre indagati a seguito dell’indagine condotta dai Nas sulle pubbliche forniture nelle mense udinesi e in diverse scuole della provincia di Udine.

Emblematica la reazione di un genitore delegato a vigilare i pasti in una scuola elementare udinese. “Fortunatamente siamo andati avanti, nonostante abbiano sempre sminuito le nostre osservazioni”. “Non credevano alle nostre rimostranze”, aggiunge il papà, provato da mesi di proteste e battaglie.

“Ci hanno detto che eravamo pretestuosi, invasati; che non sapevamo pesare il pane, che mettevamo soggezione al personale e che non avevamo dati oggettivi. A quanto pare, invece, forse avevamo ragione”.

Emozionata e soddisfatta per l’esito degli accertamenti anche Yasmine Damiano, rappresentante mensa della scuola Alberti e organizzatrice dell’ormai nota ‘Battaglia del panino’, la protesta che dalla scuola elementare si è poi estesa in altri due istituti, fino ad arrivare a Palazzo D’Aronco. L’ordinanza del Gip del Tribunale di Udine, infatti, certifica che le istanze portate avanti dallo scorso settembre, e che poi hanno portato all’astensione al pasto suggerito ai figli, non erano il frutto di fantasie o di capricci di bambini o genitori dal palato fine, ma erano le doverose segnalazioni a veri e propri disservizi, gli stessi che da settembre la commissione mensa tentava – invano – di segnalare agli organi preposti. “Siamo stati presi per i fondelli, quando invece avevamo ragione su tutto – spiega Yasmine -. I nostri figli sono stati trattati come dei numeri. Adesso sarebbe il caso di dare un rimborso economico alle famiglie per i disagi subiti durante questi mesi, anche se per i nostri figli nessun ristoro sarà mai sufficiente a restituirgli quella serenità oramai perduta”. 

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