Messale in friulano, il cardinale Zuppi risponde all’Aclif

Alessandra Salvatori
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“Cercheremo di studiare la vostra richiesta di trovare una strada per una soluzione alle vostre sollecitazioni. Vi ringrazio e continueremo a restare in contatto perché la strada ormai aperta da anni dal non dimenticato Monsignor Battisti non sia abbandonata”.
Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha risposto all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, che nei giorni scorsi aveva espresso in una lettera inviata alla CEI il disappunto per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana.
La risposta è arrivata dallo stesso cardinale Zuppi, come fa sapere oggi Aclif. “Gentili Signori – inizia così la missiva del presidente della Cei ai 141 comuni aderenti all’Assemblea – intanto grazie della vostra lettera e delle tante e importanti considerazioni che mi fate arrivare. Il vescovo Mazzocato, durante la Conferenza Episcopale tenutasi ad Assisi negli ultimi giorni – continua Zuppi – le ha rappresentate con molta passione e competenza”. Quindi l’impegno a trovare una soluzione, che lascia la porta aperta per future rivalutazioni del caso.
“Ringraziamo il cardinale Zuppi per la risposta – ha commentato Daniele Sergon, presidente dell’ACLIF e sindaco di Capriva del Friuli – segno di come in seno alla Chiesa cattolica italiana ci sia comunque un’attenzione viva per la questione sia della lingua friulana che delle altre lingue minoritarie. Ricordiamo infatti che nella votazione svoltasi ad Assisi la maggior parte dei vescovi aveva approvato il Messale in lingua friulana, ma il regolamento della CEI prevede la maggioranza qualificata invece di quella semplice per tali questioni liturgiche. Riteniamo sia fondamentale per i Comuni friulanofoni – conclude Sergon – esprimersi con una delibera dei rispettivi Consigli comunali, come già fatto da quello di Udine: un modo per far sentire ancora di più la nostra voce di fedeli friulani, insieme al resto delle istituzioni, Regione in primis ed enti e associazioni friulaniste”.

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