Preghiera del venerdì, quasi 7mila musulmani senza una meta a Monfalcone

Nuovo niet del Comune alla comunità che chiedeva di utilizzare gli spazi esterni di un supermercato. Critiche a Cisint dal centrosinistra
Matteo Femia
loading...

Non si placano le polemiche politiche a Monfalcone sui luoghi di culto della comunità musulmana e sul rapporto della città con essa. Dopo l’ordinanza comunale con cui sono stati chiusi per motivi di sicurezza i centri dove i fedeli si recavano a pregare, decisione su cui le due realtà hanno annunciato ricorso, è arrivato il “no” degli uffici anche alla richiesta delle due associazioni di poter utilizzare l’area esterna di un ex supermercato per svolgere la preghiera del venerdì: “Si tratta di un’area di cantiere – spiegano dal Comune –  per cui l’accesso è consentito solo agli addetti ai lavori”.

Intanto sul fronte politico si sono svolti gli stati generali del centrosinistra cittadino, con forti critiche al sindaco Cisint: “Usa parole incendiarie contro la città, contro gli stranieri, contro chiunque non la pensi come lei” attaccano i consiglieri di minoranza Frisenna, Giurissa, Morsolin, Sani, Saullo e Strukelj, che aggiungono: “Monfalcone non è come la racconta lei: le classi non sono luoghi di divisione ma di amicizia tra studenti di diverse culture” e propongono per il futuro un assessorato all’interculturalità. Tranchant la replica di Cisint: “La loro unica ossessione – commenta – è limitare l’azione del primo cittadino”.

Potrebbe interessarti anche

©2022 TELEFRIULI. Tutti i diritti riservati | P. IVA 01313840306. La testata Telefriuli è registrata al Tribunale di Udine, n° 414/78 il 21.02.1978
Powered by Rubidia