Cisint sotto scorta. Centri islamici da riaprire per il Ramadan

Sarà però necessario un confronto con il Comune per garantire sicurezza nei locali. Il sindaco Cisint, nel frattempo, messa sotto protezione dopo le minacce di morte
Matteo Femia
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Sarà un confronto nei prossimi giorni tra Comune e associazioni a stabilire quali saranno i criteri di sicurezza con cui riaprire i centri islamici di Monfalcone dopo il via libera del Consiglio di Stato. Intanto il sindaco Anna Cisint è stata posta sotto protezione dopo le minacce ricevute nelle scorse settimane.

Riaprire i due centri islamici entro il 10 marzo, giorno di avvio del Ramadan. E’ l’obiettivo che si pongono le associazioni musulmane che gestiscono le due strutture di via Duca d’Aosta e via don Fanin a Monfalcone dopo aver ottenuto l’ok dal decreto del Consiglio di Stato, con la precisazione che dovranno essere adottate, “previo leale confronto tra le parti, tutte le iniziative e le misure adeguare e idonee ad evitare ogni possibile pericolo alla incolumità delle persone e delle cose”. 

Intanto il sindaco Anna Cisint è stata messa sotto protezione dopo le minacce di morte ricevute nelle scorse settimane e sulla decisione del Consiglio di Stato. Il prossimo capitolo legale della vicenda è fissato per il 19 marzo, quando si terrà l’udienza in Camera di Consiglio.

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