Monfalcone, muore a causa dell’amianto nipote di cantierino

E' il primo caso che vede vittima un famigliare della terza generazione: aveva respirato il materiale fibroso da bambino durante gli incontri col nonno
Matteo Femia
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Da bambino aveva assorbito le fibre di amianto dal nonno operaio in cantiere a Monfalcone. Quel bimbo di allora è morto qualche giorno fa all’età di 60 anni proprio per aver respirato quel maledetto materiale invisibile. Si tratta del primo caso di un nipote vittima di mesotelioma. Il caso è emerso a margine della giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’amianto, con una cerimonia svoltasi al Memoriale presente al museo della cantieristica. Il sindaco Anna Cisint ha sottolineato il tributo che la città negli anni ha dato a causa di una malattia che ha falcidiato migliaia di operai del cantiere e loro famigliari.

Presente all’evento anche l’assessore regionale Sebastiano Callari, che ha ricordato gli investimenti dell’ente per bonificare l’amianto su aree private nonché il progetto di utilizzare droni dotati di intelligenza artificiale con cui identificare dall’alto le aree in cui è presente il materiale fibroso.

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