Morti alle Acciaierie Venete, il pm chiede l’assoluzione per i vertici Danieli

Nell’ambito del processo in corso a Padova per la morte di due operai nel 2018, la Procura ha chiesto condanne per quattro indagati e l’assoluzione per i vertici dell'azienda di Buttrio. Sentenza attesa il 19 marzo
Daniele Micheluz
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Assoluzione per non aver commesso il fatto. Questa la richiesta del pm Marco Brusegan nei confronti di Gianpietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli, presidente e amministratore delegato della Danieli nel processo che si sta svolgendo al Tribunale di Padova per la morte di due operai in seguito all’incidente del 13 maggio 2018 alle Acciaierie Venete. Stessa richiesta anche per Nicola Santangelo, ex presidente del Cda di Danieli Centro Cranes.

Chiesta invece la condanna a 4 anni e 4 mesi per Giancarlo Tonoli, ex consigliere con delega all’esecuzione dei collaudi per Danieli Centro Cranes, e due anni e 4 mesi ciascuno per Alessandro Banzato e Giorgio Zuccaro, presidente e direttore di Acciaierie Venete, e Vito Nicola Plasmati amministratore delegato della Hayama Teac Service, ditta incaricata della manutenzione degli impianti. Tutti accusati di omicidio e lesioni colpose e violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Lo riportano “Il Mattino di Padova” e il Gazzettino.

I due operai Sergiu Todita e Marian Bratu morirono dopo mesi dall’incidente per le ustioni riportate dopo che furono travolti da una bomba di calore provocata da una colata di acciaio fuso da 90 tonnellate caduta da una siviera. Nell’ambito del processo, la cui sentenza è attesa per il 19 marzo, sono state chieste anche sanzioni per 180 mila euro per Danieli Officine Meccaniche e Danieli Centro Cranes e 85mila euro per Acciaierie Venete. Sodisfatti i legali di Danieli – il professor Tullio Padovani e l’avvocato Maurizio Miculan – per la richiesta di assoluzione dei loro assistiti. I due si sono detti fiduciosi di dimostrare anche l’insussistenza della responsabilità amministrativa.

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