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Addio al cavalier Marco Fantoni, simbolo del Friuli che non si arrese al sisma

Aveva 91 anni. Anna Mareschi Danieli: “Ha fatto la storia del Friuli industriale"

Osoppo piange il cavaliere Marco Fantoni, patriarca della famiglia che ha dato vita ad una delle realtà produttive storiche del Friuli. L’ingegnere, ex presidente dell’omonimo Gruppo con sede a Rivoli di Osoppo, si è spento la scorsa notte. Solo pochi mesi fa era scomparsa a 87 anni la moglie, Alessandra De Antoni, spirata all’ospedale di Udine l’8 febbraio 2021. Lascia i figli Giovanni e Paolo con le rispettive mogli Maria Grazia e Nicoletta e i nipoti Marco, Alessandra, Alessandro, Marianna e Silvia.

All'inizio degli anni Sessanta, Marco Fantoni aveva fondato insieme al fratello Piero (scomparso il 4 aprile del 2011) e ad altri due imprenditori friulani, Giacomo Candido e Federico Aita, la ditta produttrice di pannelli in legno che costituì il primo mattone di quello che negli anni sarebbe diventato il Gruppo Fantoni.

Nel 1984, da Presidente della Fantoni Arredamenti S.p.A, fu insignito dal presidente della Repubblica Sandro Pertini dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro. L’impresa di famiglia fu duramente colpita dal terremoto del 1976, con gli stabilimenti che quel 6 maggio 1976 crollarono ferendo lo stesso ingegnere ad una gamba.

Nel 1998 l’ADI, Associazione per il Design Industriale, aveva assegnato a Marco Fantoni il “Compasso d’Oro alla Carriera” e nel gennaio 2002 l’Università di Udine gli aveva assegnato la laurea honoris causa in ingegneria gestionale in compagnia di due altri pilastri dell’industria friulana purtroppo scomparsi: Andrea Pittini e Rino Snaidero.

“Ha fatto la storia del Friuli industriale. Con lui viene a mancare un altro rappresentante di quella generazione di imprenditori che, con grande sacrificio e altruismo, ha fatto grande il nostro territorio contribuendo alla sua rinascita post terremoto e alla sua indiscussa affermazione sui mercati mondiali. Partito da un’azienda artigianale familiare Marco Fantoni è riuscito a creare un complesso industriale di rilevanza internazionale, leader nella produzione di mobili per ufficio, pannelli truciolari e MDF”. Così Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine, ricorda il cavaliere del lavoro Marco Fantoni.

Nato a Gemona nel 1930, Fantoni è stato l’anima della Fantoni Spa.Marco Fantoni, imprenditore elegante, dall’aplomb impeccabile, rigoroso e concreto, cultore dell’understatement e sensibile al richiamo dell’arte, dimostrava – aggiunge Mareschi Danieli - un’ostinazione tutta friulana nell’inseguire i suoi obiettivi. Illuminate intuizioni, doti strategiche e capacità di ‘fare’ hanno caratterizzato la sua azione. Qualità temprate anche dall’emergenza post terremoto da cui Fantoni trasse ulteriore slancio per intraprendere e sposare con convinzione la strada dell’innovazione e della sostenibilità ambientale”.

Il Cavaliere del Lavoro Marco Fantoni era anche un convinto assertore dell’impegno associativo, perseguito in seguito, con l’ereditato, familiare rigore, dai figli Giovanni (presidente di Confindustria Udine, dal 2003 al 2007) e Paolo (attuale presidente di Assopannelli e della European Panel Association).     

Fantoni aveva poi una vera e propria passione per l’architettura. Non tutti sanno che si era iscritto al Liceo Artistico di Venezia, che frequentò per qualche tempo. Poi le cose presero una china diversa, visto che fu chiamato a guidare l’azienda, non ancora ventenne, alla morte del padre Giovanni nel 1948. “Furono gli anni – ricordò in una sua intervista concessa a Realtà Industriale nel 2000 a Piero fortuna - dalle prime commesse su larga scala, tra le quali alcune forniture per enti pubblici e l’amministrazione statale, che esigono evoluzione tecnologica”.

All’inizio degli Anni ’60 i dipendenti erano un’ottantina, l’azienda si era ingrandita, necessitava di spazi per sognare. Ecco allora la soluzione del nuovo complesso industriale di Rivoli di Osoppo cui vi misero mano architetti di fama chiarissima, come Gino valle e Mario Roggi.

Il vento in poppa si fermò però d’improvviso con il terremoto: danni accertati per 11 miliardi di vecchie lire, un punto interrogativo sul futuro dell’azienda e dei suoi 300 dipendenti di allora. Fantoni attinse all’orgoglio: “Nessuno – sottolineò - fu posto in cassa integrazione. L’azienda mise a disposizione il terreno per le roulottes e i containers affinché i dipendenti non si allontanassero dal Friuli”. E un mese dopo, piangendo di felicità, ecco i primi mobili. In agosto le produzioni erano state ripristinate, un anno dopo, nel settembre del 1977 lo stabilimento era stato ricostruito. “Ci eravamo ribellati alla natura e lo abbiamo dimostrato anche successivamente costruendo il nuovo complesso industriale ad Avellino”. Unica vanità concessa (così lui la chiamò): la presenza ad Osoppo del senatore Andreotti, allora presidente del Consiglio, quando dalle ripristinate linee uscì il primo mobile. 

Il cordoglio

Al ricordo e al cordoglio della presidente Mareschi si è unito quello del presidente della Regione, del suo vice e del presidente del Consiglio regionale. "Con il suo suo impegno ha regalato al FriuliVeneziaGiulia una delle più importanti pagine di storia economica - ha commentato Massimiliano Fedriga -. Una scomparsa che ci rattrista ed una perdita per tutta la comunità".

"Ci sono persone che lasciano un segno indelebile nella storia di un territorio per l’impegno - ha aggiunto Riccardo Riccardi (vedi INTERVISTA VIDEO IN ALTO)-, il coraggio e l’altruismo dimostrato con il proprio lavoro. Una di queste è certamente il cavalier Marco Fantoni, la cui morte crea un vuoto nel mondo imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia. In un periodo difficile qual è stato quello post terremoto, Fantoni ha contributo alla ripartenza dell’economia regionale: gli stabilimenti di Gemona del Friuli ed Osoppo, totalmente distrutti dal sisma del 6 maggio ’76, hanno ripreso l’attività già dopo quattro mesi e la ricostruzione, intrapresa immediatamente, è stata completata in tempi record dopo dodici mesi. Un uomo di grande spessore morale, un vero esempio del Friuli che lavora con sacrificio e altruismo per il bene del territorio. Il personale mio cordoglio aggiungendomi a tutti coloro che in queste ore si stanno stringendo alla famiglia per la sua scomparsa".

"Un imprenditore coraggioso e innovativo che è rimasto sempre fedele al suo Friuli, anche negli anni difficili del post terremoto". Così Piero Mauro Zanin ricorda Marco Fantoni. "Fu una sua intuizione dei primi anni Sessanta - osserva Zanin - a dare vita a una ditta di pannelli in legno che in breve tempo avrebbe allargato il suo raggio d'azione fino a diventare un Gruppo di caratura internazionale". Il presidente sottolinea anche il coraggio di ricominciare dopo il terremoto del 1976 che distrusse lo stabilimento: "Fantoni ha dimostrato grande attaccamento alla sua terra e ha saputo ripartire con pazienza, garantendo benessere a tante famiglie. E nello stesso tempo il suo sguardo lungo ha consentito all'azienda di farsi conoscere nel mondo. Dobbiamo prendere esempio da uomini come lui - conclude Zanin - in questo periodo difficile che ci vede impegnati a progettare una nuova ripartenza".

“Marco Fantoni è stato uno dei più ispirati protagonisti dell’imprenditoria friulana degli ultimi decenni e, grazie alla sua capacità di visione e alla sua etica del lavoro, uno dei maggiori artefici di quello che oggi in tutto il mondo è conosciuto come modello Friuli”. Lo dichiara il Sindaco di Udine Pietro Fontanini. 

 “Grazie a lui e alla generazione di imprenditori alla quale apparteneva - prosegue il Sindaco - il nostro territorio non solo si è rialzato dalle macerie del terremoto ma ha saputo imporsi come uno dei maggiori centri produttivi a livello nazionale ed europeo”. “A nome della città di Udine più sentite condoglianze ai figli Giovanni e Paolo”, conclude Fontanini.

“Scompare un uomo e un imprenditore che ha contribuito a costruire il Friuli, facendolo crescere con l’intrapresa industriale, stando sempre ben piantato sul territorio e interpretando al contempo la missione internazionale che spetta alle grandi aziende. La capacità di fare il salto dalla realtà familiare alla dimensione industriale ai mercati globali, la fiducia negli investimenti in ricerca e sostenibilità rappresentano un esempio di sviluppo lungimirante”. E’ il pensiero che la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani dedica a Marco Fantoni, già presidente della Fantoni Spa di Osoppo (Udine).


Chi era il cavalier Marco Fantoni

Marco Fantoni, classe 1930, figlio dell’imprenditore Giovanni Fantoni di Gemona, alla fine degli anni ’40 ancora giovanissimo subentra al padre nella conduzione dell’azienda a causa della prematura scomparsa dello stesso che lo obbliga ad interrompere la frequentazione dell’Accademia di Architettura a Venezia.

Il boom economico degli anni ’50 e le prime forniture consentiranno un salto evolutivo nella maturazione tecnologica per la produzione di arredi in serie. Di quegli anni vanno ricordate le molte forniture per il Villaggio Eni di Borca di Cadore, progettate dall’architetto Edoardo Gellner di Cortina, per gli innumerevoli Motel dell’Agip, e per i quartieri generali Agip ed Eni di Roma e Milano, con la contemporanea frequentazione di Enrico Mattei.

Nel 1954 la fabbrica di Gemona viene ampliata con uno stabilimento progettato dall’architetto Carlo Lucci di Reggio Emilia, realizzazione che viene anche pubblicata su molte riviste d’architettura.

La conseguente saturazione dell’area fabbricabile di Gemona porta Marco Fantoni, negli anni ’60, ad impegnarsi nella costruzione della Zona Industriale nella piana di Osoppo ZIRO con i colleghi Pittini, De Simon, Dondé, Cosani etc.

La ricollocazione dell’azienda nella nuova Zona Industriale fornisce l’occasione per un ulteriore salto tecnologico e per il passaggio definitivo ad un’organizzazione produttiva di serie, distinta nei settori dei mobili per ufficio e per la casa. Sono di questo periodo gli ingenti sforzi di innovazione tecnologica e di investimenti che garantiscono il proseguimento delle linee aziendali maggiormente improntate al design. Con gli architetti Gino Valle ed Herbert Ohl nasce la collezione “45°” esposta alla mostra permanente del MOMA di New York.

A partire dagli anni ‘60 Marco Fantoni intraprende una nuova politica di sviluppo costituendo la Plaxil con Piero Fantoni, Federico Aita e Giacomo Candido, con impianti dedicati alla produzione di pannelli truciolare.

Il sisma del 1976 è l’origine di una nuova configurazione dei fabbricati produttivi di Osoppo, che si concretizza in un complesso tecnologicamente rinnovato, la cui architettura progettata dall’arch. Gino Valle è inserita in modo armonioso nel paesaggio collinare, tutt’oggi espressione di un’emblematica architettura industriale naturalmente inserita nell’ambiente.

Marco Fantoni rimane protagonista della ricostruzione post terremoto ’76  avendo rappresentato non solo una barriera all’emergenza sociale, ma avendo interpretato il miglior esempio della classe imprenditoriale attaccata al proprio territorio e tesa alla valorizzazione delle sue potenzialità.

Fantoni è anche la prima azienda in Europa ad importare la tecnologia statunitense per la produzione di pannelli in fibra di legno (Medium Density Fiberboard) ed il primo stabilimento in Italia è quello inaugurato alla Fantoni nel 1979. Questo materiale è di fondamentale importanza per l’applicazione di nuove tecnologie e per il design di tutto il settore europeo dell’arredamento.

Nel 1980 le difficoltà di reperimento della materia prima legno nell’ex Yugoslavia impegnanola Fantonia costruire ad Avellinola Novolegno Spache utilizza legno ceduo proveniente da boschi locali.

Sempre nell’ottica della diversificazione verso attività complementari, viene assorbitala Carnica LavoriSpa di Villa Santina, specializzata nella produzione di pannelli listellari. Negli anni ’90 questa azienda trasformatasi in La.con verrà dotata di una linea continua Hymmen per la produzione di CPL, di una linea per pannelli nobilitati melamminici e di una linea per l’impregnazione delle carte.

Nel gennaio del 1992 entra in funzione ad Osoppo lo stabilimento chimico per una produzione di collanti assorbiti totalmente dagli stabilimenti del Gruppo.

Nel ‘93 il settore arredo per ufficio viene dotato di un innovativo impianto flessibile per la produzione di articoli a lotto 1.

Il gruppo sviluppa nel tempo la produzione di energia con otto centrali idroelettriche dislocate nel territorio del Friuli-Venezia Giulia e sei gruppi di cogenerazione per un totale di 265 milioni di Kwh.

Negli anni 1992-94 un importante apporto alla conservazione dei beni culturali è rappresentato dall’acquisto e restauro del Palazzo Zorzi –Liassidi di Venezia, destinato inizialmente a sede di Dipartimenti di Linguistica dell’Università di Ca’ Foscari.

Nel 1996 il Gruppo Fantoni si amplia con l’insediamento ad Attimis della Patt Spa, azienda che produce pavimenti melaminici e sistemi fonoassorbenti e radianti.

Marco Fantoni è impegnato anche sul fronte dell’internalizzazione: nel 2000 acquisisce in Slovenia, ad Ilirska Bistrica,la Lesonit, azienda che produce pannelli MDF. Attraverso un piano di ristrutturazione del valore di 65 milioni di euro durato sette anni, l’azienda si specializza nella produzione di MDF ultrasottile.

E’ dell’inizio del 2001 la messa in funzione del Plaxil 7, il nuovo impianto per la produzione di pannelli realizzati con legno riciclato che apre l’azienda alle logiche della Economia Circolare.

Marco Fantoni, già membro della Consulta della C.C.I.A.A. di Udine e Consigliere della Banca Popolare di Gemona, è successivamente Consigliere della Banca Antoniana. E’ Vice-Presidente dell’Associazione degli Industriali di Udine dal 1983 al 1995, Capo Gruppo del settore del Legno dal 1969 al 1983 e Membro di Giunta dal 1979 al 1987. Dal 1987 al 1990 è altresì Membro di Giunta Esecutiva del Cosmit, l’organizzatore del Salone del Mobile di Milano.

Nell’ottobre 1984, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferisce l’ambita onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

In occasione della 18° edizione tenutasi alla Triennale di Milano nel 1998, l’Associazione per il Disegno Industriale ADI gli conferisce il premio “Compasso d’Oro alla Carriera”, a coronamento della sua continua ricerca nello sviluppo di soluzioni e prodotti innovativi.

Dall’aprile 1999 è Membro del Consiglio del Medio Credito del Friuli-Venezia Giulia.

Nel gennaio 2002 l’Università di Udine gli conferisce la laurea honoris causa in Ingegneria Gestionale, mentre nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano conferisce il Premio Nazionale per l’Innovazione per il Climacustic, sistema radiante e fonoassorbente sviluppato dal gruppo Fantoni.

La scomparsa di Marco Fantoni avviene a 4 mesi di distanza da quella della sua compagna di vita Alessandra De Antoni Fantoni, con la quale ha fondato lo spirito di unità familiare fortemente poi condiviso con i figli Giovanni e Paolo e con le loro famiglie

 

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