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E' mancato l'ex assessore alla cultura di Udine Luigi Reitani

Il professore dell'Università di Udine era ricoverato per Covid. Lutto nel mondo accademico. Vincenzo Martines: "Aveva modi gentili, ma era uno caparbio. Se ne è andato troppo presto"

Udine piange Luigi Reitani, l'ex assessore alla Cultura del Comune di Udine durante la prima giunta Honsell, nonchè professore ordinario in Letteratura tedesca dell'Università di Udine.

A riportare per prima in Friuli la notizia è stato il Messaggero Veneto. Il docente di origini pugliesi (era nato a Foggia il 18 luglio 1959) si è spento a Berlino, dopo essere stato ricoverato a causa di complicazioni legate al Coronavirus.

Il prof, regolarmente vaccinato al Covid, si è spento in breve tempo, dopo circa 2 settimane dalla sua ospedalizzazione. 

Dal 2015 al 2019 aveva diretto l'Istituto italiano di Cultura di Berlino. Proprio qui si era trasferito portando con sé la moglie e le due figlie.

Reitani era un germanista, traduttore e critico letterario italiano con all'attivo diverse pubblicazioni. Tanti i saggi curati, che lo hanno portato anche a diventare membro del comitato scientifico del Freies Deutsches Hochstift di Francoforte. Dopo la laurea in Lettere conseguita all'Università di Bari con una tesi su Arthur Schnitzler (1983), Reitani proseguì la sua formazione a Vienna come allievo di Wendelin Schmidt-Dengler. Dal 1991 il trasferimento a Udine e all'atenero friulano, dove diviene professore ordinario di letteratura tedesca nel 2005.

Ha tradotto e studiato numerosi autori del Novecento austriaco e dell’epoca classico-romantica. Per la collana I Meridiani di Mondadori ha curato un’ampia edizione commentata dell’opera di Friedrich Hölderlin. Al primo volume, Tutte le liriche, pubblicato nel 2001 – per il quale ha ricevuto il Premio internazionale Mondello per la traduzione – si è affiancato nel 2019 il recente Prose, teatro e lettere.

Dal 2008 al 2013, come indipendente, è stato assessore della prima giunta Honsell, con delega alla cultura. Per il contributo dato alla diffusione della cultura austriaca in Italia nel 2010 fu anche insignito dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca.

 

"Esprimo profondo dolore per la scomparsa di uno tra i più fini intellettuali che abbia conosciuto", sono le parole di Furio Honsell. "Esprimo le condoglianze alla moglie e alle figlie. Fu un privilegio avere Luigi Reitani come assessore alla Cultura per cinque anni. La città di Udine e io gli dobbiamo molto. Volle che il Giovanni da Udine diventasse un teatro di produzione oltre a un teatro di ospitalità. Lanciò il progetto Udine Città del Tiepolo e Rosa Tiepolo che sono ancora attivi. Grazie alla sua caratura nazionale e internazionale Reitani riuscì a inserire Udine in molti circuiti culturali di prestigio".

"Ma fu soprattutto un grande germanista. L'edizione critica dell'opera di Hölderlin divenne un punto di riferimento anche in Germania. Valorizzò la cultura friulana conferendo il sigillo della città a Maniacco e altri autori. Fu tra i primi a promuovere il poeta Cappello prima che questi acquisisse fama nazionale. Perdiamo con Reitani un grande intellettuale che di Udine aveva fatto la sua città di elezione", conclude Honsell.

L'addio dell'ex compagno di giunta, ex vicesindaco e attuale consigliere di minoranza Vincenzo Martines:

Abbiamo condiviso 5 anni dal 2008 al 2013 di lavoro in Giunta, durante il primo mandato Honsell. Lui assessore alla Cultura, io vicesindaco e assessore al Bilancio e alle attività Produttive. Aveva modi gentili, ma era uno caparbio. Non aveva fatto l’assessore per ambizione politica, piuttosto per aiutare Honsell e per dare un sincero contributo alla cultura cittadina.

Se ne è andato troppo presto. Il suo contributo alla cultura europea con i suoi prestigiosi ruoli da germanista tra Italia e Germania, in particolare, avrebbe dovuto continuare molto più a lungo. Il Virus se l’è potato via e io rimango impressionato da una notizia tremenda, perché Luigi era nel pieno della sua esperienza di studioso e perché relazioni professionali così particolari non si possono dimenticare.

Il Covid è la peste della nostra contemporaneità, bisognerebbe tenerlo sempre a mente. Non dà scampo a nessuno. E oggi mi tocca piangere un uomo del quale avevo e avrò, nel suo ricordo, un enorme stima.

 

 

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