Natale in zona rossa, a Trieste città deserta prima del cenone

Una vigilia diversa, del resto è stato diverso tutto il 2020 contrassegnato da una pandemia che ha sconvolto le nostre vite costringendoci prima in casa e poi a tenere a distanza i nostri affet...
Andrea Pierini
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Una vigilia diversa, del resto è stato diverso tutto il 2020 contrassegnato da una pandemia che ha sconvolto le nostre vite costringendoci prima in casa e poi a tenere a distanza i nostri affetti. Soprattutto i meno giovani. Trieste, come tutte le città italiane, alla vigilia si presenta così, serrande abbassate e strade quasi deserte almeno il pomeriggio dopo una mattinata con un po’ di code fuori dai negozi alimentari. La piazza addobbata ma senza i cittadini chiusi a casa e non per il caligo che ha contraddistinto questo dicembre.

Niente aperitivi con gli amici prima di andare a fare il cenone dai genitori o dai nonni magari con quello zio che si sopporta una volta all’anno. Al massimo due persone per casa, sempre che non si voglia infrangere un appello di buon senso e dalle 22 scatta il coprifuoco quindi niente attesa della mezzanotte e anche Gesù bambino nelle chiese arriverà prima.

Gli italiani saranno costretti in zona rossa praticamente fino al 6 gennaio aspettando il vaccino che arriverà almeno per pochissimi il 27, anche babbo natale trova traffico, e dietro sì c’è anche un’azienda farmaceutica composta però da uomini e donne che hanno lavorato duramente per darci una nuova speranza. Sarà un Natale di lavoro, più del solito, per le forze dell’ordine e per il personale medico sanitario prima barriera per combattere il covid.

Sarà una notte di speranza per chi magari è in un letto d’ospedale o a casa e gli manca il fiato, non per l’emozione, ma per il sars cov 2 perché questo succede quanto lo incontri. Sperando sia comunque una notte speciale per i bambini e anche per noi buon natale.

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