Natanti in Slovenia, timidi segnali di speranza ma ancora mancano dei tasselli

Un decreto pone le basi per risolvere il problema dei natanti, ovvero le barche sotto i 10 metri senza targa e che da diversi anni non possono più navigare in Slovenia
Andrea Pierini
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Il tema è complesso e spinoso e nasce nel 2019 quando la Slovenia ha iniziato ad annunciare multe a quelle barche che si spostano nelle acque territoriali senza immatricolazione. Si tratta di una peculiarità tutta italica, infatti negli anni ’90 per incentivare il mercato della nautica il governo di allora propose una semplificazione nella gestione delle barche togliendo l’obbligo di targa sotto i 10 metri. Con la Francia vennero presi degli accordi ma prima con la Jugoslavia, all’epoca in altri affari affaccendata, e poi con Slovenia e Croazia nulla è stato fatto. Nel 2019 a seguito di un incidente lo stop: i natanti rischiano multe da oltre 300 euro. Dopo anni di dibattito alla fine ora è stato emesso un decreto legge che prevede l’attestazione del possesso e della nazionalità italiana, perché senza targa in effetti la barca potrebbe essere di qualsiasi stato e di qualsiasi proprietario. In realtà mancano ancora dei passaggi importanti ma tutto sommato dopo 4 anni assonautica, da sempre attiva nel cercare una soluzione, parla di luce in fondo al tunnel, ma sarà un 2024 ancora difficili per chi non ha una targa.

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