Nel 2020 il 5G arriverà in 7 paesi del Friuli. «Nessuna cavia umana»

Tra verità e fake news. Il Presidente di Assotelecomunicazioni e Asstel: «Nessuna sperimentazione»
Redazione

Internet ultraveloce in Friuli Venezia Giulia arriverà prima nei paesi segnati da assenza di rete o da un preoccupante ‘deep digital divide’. A partire dal mese di luglio 2022, per colmare il divario digitale, tra i 215  Comuni della regione, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha selezionato Bordano, Comeglians, Lauco, Pontebba, Ragogna, Resiutta e Tramonti di Sopra inserendoli nell’elenco dei primi 120 territori da coprire con il 5G, la rete trasmessa attraverso le frequenze a 700 Mhz, le medesime che erano in uso da parte delle reti televisive e che sono soggette ai limiti definiti dai vincoli di legge sin dal 2001.

I chiarimenti sul 5G

«La decisione di AGCom è esclusivamente nell’interesse dei Comuni in questione», spiega Pietro Guindani, presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni. «Purtroppo su internet vengono fornite ricostruzioni che possono travisare la situazione reale – prosegue-. A mero titolo esemplificativo viene riportato che l’elenco dei 120 Comuni sarebbe frutto di un sorteggio e che gli abitanti dei 120 Comuni sarebbero delle vere e proprie cavie umane». Per sfatare alcune delle distorsioni il presidente dell’Associazione chiarisce che non vi è stato alcun sorteggio e che scelta di AGCom è nata dalla semplice volontà di superare una condizione di isolamento digitale in molte località italiane. «Non ci sarà alcuna “sperimentazione”, né tecnica né sanitaria – sottolinea Guindani -. I collaudi tecnici sono limitati alle 7 più grandi città italiane; viceversa, ultimata la costruzione dell’infrastruttura 5G, ai cittadini dei 120 Comuni verrà proposta a partire dalla seconda metà del 2022 un’offerta commerciale a cui l’adesione sarà libera, come già avviene per i servizi 3G e 4G».

«Le cosiddette frequenze “millimetriche” non rappresentano una novità – puntualizza -. sono già utilizzate da decenni in altri campi e comprese nelle normative e linee guida che tutelano la salute emanate dagli organismi nazionali. Inoltre – conclude Pietro Guindani – le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente (ARPA) effettueranno controlli in via preventiva e successiva all’installazione degli impianti per assicurare il rispetto dei citati limiti di legge».

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