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Net in passivo, Pirone: «Costi schizzati e manca ancora il piano industriale»

Il capogruppo di Innovare, documenti alla mano, chiede al Comune, socio di maggioranza, di invertire la rotta. "Per ora città più sporca e costi aumentati"

net, rifiuti

"Bilancio negativo, costi schizzati e piano industriale ancora assente". Secondo Federico Pirone, lo stato di salute di Net non è delle più rosee. Una situazione che il capogruppo di Innovare in Consiglio comunale considera preoccupante e che ha spinto il consigliere a chiedere al Comune di Udine, socio di maggioranza, e al nuovo Cda uns inversione di rotta, oltre a qualche delucidazione.

I timori, spiega Pirone dopo aver chiesto chiarimenti all'azienda, derivano in particolar modo dai numeri. "Il bilancio consuntivo 2020 ha chiuso con un passivo di 70.452,00 - sottolinea il consigliere - e quello previsionale 2021, approvato lo scorso giugno, non sembra tanto più roseo, visto che presenta con un clamoroso - 831.132,00".

"Quel che è peggio - rimarca il rappresentante della lista civica - è che il sindaco Fontanini e il presidente della Net Raggi continuano a chiacchierare, senza uno straccio di documento, di dati in aumento della raccolta differenziata. Eppure i soli numeri in crescita, al momento, sono quelli impietosi che i cittadini di Udine e di tutti gli altri 57 comuni soci della Net pagheranno con le loro tasse".

"Un altro dato in netta crescita - ironizzaPirone -  è l'isolamento tra il comune di Udine e i restanti comuni soci, che ha portato a pesanti rotture politiche con il territorio della bassa friulana e alla perdita del servizio in una trentina di comuni della Carnia, dopo 15 anni di equilibrio e di dialogo. Si è interrotta una strada virtuosa, che ha portato Net a diventare soggetto pubblico leader in Friuli nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti".

"Sono numeri e fatti che inquietano e che sindaco e presidente, al di là delle chiacchiere, devono spiegare", sbotta Pirone. "Come mai i costi sono schizzati in questi due anni?", domanda il capogruppo. E poi ancora: "Chi pagherà queste enormi spese aumentate? I cittadini di Udine e degli altri comuni? Fontanini e Raggi - conclude Pirone- spieghino se il destino che hanno in mente per la Net, patrimonio dei friulani, è identico a quello della Exe perché la Net sembra tornata a vent'anni fa quando fungeva da ufficio nettezza urbana del comune di Udine, solo che ora la città è molto più sporca e i costi sono aumentati".

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