Non vogliono né più soldi né un rinnovo del contratto, solamente più colleghi

I lavoratori di E-Distribuzione questa mattina sono scesi in strada per uno sciopero di 4 ore. Hanno issato striscioni e impugnato le bandiere dei sindacati per rivendicare le loro ragioni. Non preten...
Giancarlo Virgilio
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I lavoratori di E-Distribuzione questa mattina sono scesi in strada per uno sciopero di 4 ore. Hanno issato striscioni e impugnato le bandiere dei sindacati per rivendicare le loro ragioni.

Non pretendono né altri soldi né un rinnovo del contratto, solamente più assunzioni. Un fatto che non accadeva da almeno vent’anni.

I 300 tecnici del comparto elettrico presenti in Fvg si definiscono dei ‘reduci’. Hanno perso con il passare degli ultimi 10 anni circa il 40% dei loro colleghi. Scelte che hanno inevitabilmente aumentato il carico di lavoro sulle risorse rimaste, l’esternalizzazione di molti compiti.

Dal 23 ottobre al 21 novembre, è in corso il blocco degli straordinari e dei lavori programmati dei lavoratori EDistribuzione, società del Gruppo Enel che si occupa della gestione delle reti di distribuzione.

I sindacati di categoria ritengono che queste scelte aumenteranno le criticità sulla rete elettrica regionale affidata in concessione ad e-distribuzione. In particolare, si teme, soprattutto per la salute e sicurezza dei lavoratori, in un momento storico in cui si registra un aumento degliincidenti sul lavoro nel settore, purtroppo anche gravi.

«Dietro a questa protesta – spiegano i segretari regionali Andrea Modotto (Filctem-Cgil), Alfeo Lenardis (Flaei Cisl) e Salvatore Spinosa (Uiltec-Uil) – non ci sono motivazioni di carattere salariale, ma la volontà di denunciare il peggioramento delle condizioni all’interno dell’azienda e nel contempo di difendere un servizio pubblico fondamentale per questo paese». Lo sciopero segue un mese di blocco dello straordinario ed è stato gestito, come previsto dalla normativa in materia, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi essenziali. «Nonostante la carenza di personale – spiegano ancora –i lavoratori si sono fatti carico di garantire la continuità di un servizio fondamentale come la rete di distribuzione, nel silenzio e nel disinteresse generale, in primis della politica. Incrociando le braccia hanno voluto denunciare il rischio che scelte sbagliate, anche sotto il profilo industriale, finiscano per favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del Paese».

I sindacati puntano il dito contro «l’abuso dello straordinario, con picchi di 900 ore annue, turni di reperibilità estenuanti e ripetuti, a scapito anche della sicurezza sul lavoro, come conseguenza di organici ridotti all’osso e della mancata programmazione dei carichi di lavoro, oggi non più sostenibili». Da qui la richiesta di un nuovo programma di assunzioni e di investimenti, «per garantire che la missione industriale di E-Distribuzione rimanga quella di garantire un servizio essenziale al Paese, invertendo un trend che dal 2015 al 2019 ha visto una riduzione di 3.900 posti nel confronto tra entrate e uscite e un progressivo calo degli investimenti sul territorio nazionale».

 
 

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