Notte di guerriglia urbana al Cpr di Gradisca, un’ala della struttura è andata distrutta

Un gruppo di detenuti in attesa di rimpatrio ha aggredito le forze dell'ordine, intervenute in massa per placare gli animi, lanciando loro addosso anche blocchi di cemento divelti dall'edificio, per fortuna nessuna persona è rimasta ferita
Matteo Femia
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Un’intera ala del Cpr di Gradisca d’Isonzo è andata distrutta in seguito ad una rivolta interna dei detenuti del centro, contenuta a fatica dalle forze di polizia. E’ accaduto tutto tra le 22.30 e l’1.30 di questa notte: un gruppo ingente di stranieri in attesa di rimpatrio presenti nell’ala in cui ha avuto luogo l’insurrezione ha preso possesso degli estintori, innaffiando gli agenti intervenuti sul posto e lanciando loro addosso anche dei blocchi di cemento divelti dalla struttura. Non è stato semplice per le forze di polizia entrare nell’ala in cui ha preso corpo la sommossa. Per riportare la calma, sono intervenuti polizia, carabinieri, esercito e guardia di finanza, dirottando su Gradisca anche personale impegnato nel controllo dei valichi confinari. Durissimo il commento dei sindacati. Il Sim Carabinieri Fvg parla di “scene di vera e propria guerriglia urbana”: “Questi episodi di violenza reiterata – sottolinea il segretario generale regionale del sindacato Giuseppe Ciracò – mettono ancora una volta in evidenza il grave problema legato alla gestione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, un problema che continua ad essere gravemente sottovalutato dalle autorità competenti. La mancanza di risorse adeguate e di personale sufficiente per gestire tali emergenze rende ogni intervento estremamente pericoloso, mettendo a rischio l’incolumità degli agenti impegnati. Chiediamo – conclude Ciracò – un immediato tavolo di confronto con le autorità competenti per discutere soluzioni efficaci, la sicurezza di cittadini e colleghi non può essere lasciata al caso”.

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