Omicidio di Capodanno, ucciso con lo stelo di un calice

Un unico colpo ha ucciso Ezechiele Mendoza Gutierrez la mattina di Capodanno. Lo conferma l'autopsia
Hubert Londero
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E’ lo stelo di un calice di vetro l’arma che la mattina di Capodanno ha ucciso il 31enne italiano di origine dominicana Ezechiele Mendoza Gutierrez al Laghetto Alcione a Udine. L’oggetto, sporco di sangue, è stato trovato dai carabinieri sul luogo del delitto poco dopo l’aggressione. E’ quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip di Udine Roberta Paviotti ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere per Anderson Vasquez Dipre, il 34enne dominicano indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e per evasione.

E che sia proprio quella l’arma del delitto è confermato dai risultati dell’autopsia effettuata oggi pomeriggio dal medico legale Antonello Cirnelli. Lo stelo è compatibile con la ferita larga 7 centimetri e alta 2,5 centimetri che ha provocato, unico colpo inferto, la morte del 31enne, recidendo giugulare e carotide.

L’esame autoptico, quindi, potrebbe confermare il racconto dell’indagato che, durante l’udienza di convalida, ha spiegato di aver avuto un diverbio con la vittima nella veranda del locale e di averla colpita con il calice nel tentativo di allontanarla. Nell’impatto il bicchiere si è rotto e lo stelo tagliente ha ferito Ezechiele. Tale ricostruzione però, non ha trovato d’accordo il medico legale della difesa, Alfonso De Maglio. Sul braccio e sul mento della vittima ci sono alcuni tagli che indicherebbero un secondo colpo inflitta con lo stelo. Resta da capire se la ferita mortale è stata inferta con l’intenzione di fare male o se si è trattato di un effetto non voluto. All’autopsia era presente anche il dottor Massimiliano Mansutti, nominato dalla madre della vittima.

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