Omicidio di Pantianicco, il cerchio si stringe sui familiari della vittima

Sequestrati abiti e auto a due figli dell’anziana uccisa. Il giallo potrebbe essere vicino ad una svolta
Alberto Comisso
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Non ci sono ancora prove decisive per tracciare l’identikit dell’assassino di Benita Gasparini, la donna di 89 anni trovata morta in casa mercoledì mattina a Pantianicco di Mereto di Tomba. Ma le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Udine si sono concentrate, in particolare, sulla cerchia dei familiari della vittima e delle persone che, in qualche modo, potevano avere dei rapporti con l’anziana. 

Atto dovuto, secondo gli investigatori, quello di aver sequestro l’auto di uno dei due figli dell’anziana, Luca. E’ stato lui, per primo, ad aver trovato il cadavere della madre supino vicino al divano del salotto della casa di via Caterina Percoto. Si tratta di un Fiat Doblò all’interno del quale è stata condotta un’accurata ispezione. 

Così come sono stati sequestrati i vestiti di altri parenti:  

abbigliamento che, accuratamente, verrà passato sotto la lente d’ingrandimento dei militari dell’Arma. L’obiettivo è quello di trovare eventuali tracce biologiche che, in qualche modo, possano avere a che fare con il delitto. 

Dall’abitazione, tra l’altro, sono spariti dei soldi. Sul quantitativo, al momento, c’è il massimo riserbo. Alcuni cassetti sotto stati trovati aperti, come se qualcuno avesse frugato all’interno. Qualcuno potrebbe essere stato sorpreso a rubare dall’anziana e, vistosi scoperto, avrebbe reagito colpendo Benita Gasparini con due fendenti alla schiena. 

Oppure l’anziana potrebbe essere stata uccisa dopo una furibonda lite, scoppiata sempre a causa del denaro. Forse perché la somma che si stava apprestando a consegnare all’assassino non soddisfaceva le richieste. 

Ipotesi alle quali carabinieri e procura stanno lavorando concretamente, nella speranza che il giallo di Pantianicco possa risolversi in tempi celeri. 

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