Ordine Medici Udine: «No sciacallaggi contro chi rischia ogni giorno la vita»

«I medici non possono essere accusati di inadempienze essendo la patologia in questione del tutto sconosciuta ed in assenza di presidi terapeutici convalidati e certi»
Redazione

Udine. In prima linea per tentare di salvare vite umane durante un’emergenza di proporzioni enormi in condizioni di sicurezza spesso precarie e in carenza di strumentazioni adatte per mantenere alti gli standard terapeutici. Sono i medici che adesso rischiano persino di divenire bersagli di alcuni studi legali senza scrupoli che propongono ai cittadini colpiti da Covid-19 di intentare causa per risarcimenti. L’Ordine dei Medici di Udine condanna con durezza questo “ennesimo sciacallaggio” a danno della professione.

Il Presidente Maurizio Rocco e l’Ufficio di presidenza, si associano alle richieste di bloccare subito simili offerte che “ledono il diritto costituzionale alla salute e alla cura incentivando anche la pratica della medicina difensivistica”.

Il Consiglio forense ha espresso l’intenzione di attivarsi per porre un freno a queste campagne di arruolamento clienti contro i camici bianchi, intanto però l’Ordine si appella al buon senso dei cittadini: “Non fatevi ingannare da chi è senza scrupoli e tenta di lucrare sulle morti da infezione Coronavirus, anche perché, fra l’altro, in situazioni di emergenza, o meglio di pandemia, i medici non possono essere accusati di inadempienze essendo la patologia in questione del tutto sconosciuta ed in assenza di presidi terapeutici convalidati e certi”.

In un momento drammatico per tutti i cittadini ma anche per i medici che si sono contagiati, si stanno ammalando e molti stanno perdendo la vita pur di salvare altre persone, “non ci deve essere spazio né pubblicitario né legalmente lecito per quanti pensano di avviare cause legali risarcitorie nei confronti di chi oggi rappresenta per gli ammalati l’unica possibilità di sopravvivenza e nei confronti di strutture ospedaliere per le vittime o per i familiari delle vittime per infezioni contratte da coronavirus”.

L’Ordine dei Medici di Udine si unisce agli appelli della Federazione Nazionale affinché vengano impedite le comunicazioni pubblicitarie promosse da iscritti agli Albi degli Avvocati che, di fatto, pubblicizzano la propria attività, evidenziando presunti errori commessi da quegli stessi medici che, con pochi se non nulli dispositivi di sicurezza, stanno provando ad arginare l’emergenza pandemica sul territorio e negli ospedali pagando questa missione contando i propri morti e i propri contagiati. Come possono i medici, gli operatori sanitari, e quanti sono deputati all’organizzazione della cura ed assistenza agli ammalati applicarsi con la dovuta serenità in tale opera gravati dall’assillo di essere accusati di malasanità e trascinati nelle aule dei tribunali? Da eroi a rei il passo è breve”.

E’ stata già inviata all’Agcom la segnalazione da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici per comunicazione pubblicitaria scorretta e ingannevole.

Mozione di Progetto Fvg per una Regione Speciale/Ar

A lanciare l’allarme anche il gruppo consiliare di Progetto Fvg per una Regione Speciale/Ar, in linea con l’iniziativa intrapresa da Fismu-Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti. «Quando questa emergenza passerà – spiegano i consiglieri Mauro Di Bert, Edy Morandini, Emanuele Zanon e Giuseppe Sibau che sulla questione hanno depositato una mozione – dovremo ricordarci della situazione nella quale stanno operando i professionisti della sanità, medici infermieri, fra turni massacranti, un sistema in difficoltà, posti letto che non bastano, attrezzatura insufficiente. Non vorremmo mai che questi operatori, oggi in prima linea, un domani possano diventare oggetto di una ricerca di responsabilità, attraverso azioni civili o addirittura penali riferite all’operatività da loro prestata in questo periodo eccezionale». Nella mozione sottoscritta da tutto il gruppo di Progetto, i consiglieri spiegano come vi sia la necessità di porre in essere dei provvedimenti che scongiurino il realizzarsi di tale ipotesi, «auspichiamo che anche la Regione si faccia portavoce di quella che è una forte preoccupazione manifestata dagli stessi operatori. Quegli operatori che adesso tutti plaudono e che magari quando torneremo alla normalità potrebbero essere chiamati a rispondere della loro attività, da chi nel frattempo avrà voluto dimenticare la situazione discriminante nella quale queste persone si trovano oggi a operare».

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