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Ospiti contagiati nella casa di riposo di Buja dopo il vaccino, il sindaco: «Nessuna relazione»

Per la prima volta la struttura ha registrato almeno 4 positività tra gli operatori e 11 tra gli anziani che avevano da poco ricevuto la prima somministrazione del vaccino antiCovid. Bergagna: "ll virus è arrivato prima della protezione"

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Per la prima volta il Covid ha fatto il suo ingresso nella casa di riposo di Buja, dove 3 giorni prima si erano effettuate le prime somministrazioni tra gli utenti del vaccino antiCovid. Una grande delusione per il sindaco Stefano Bergagna, che ha affidato a Facebook un suo sfogo.

Purtroppo anche nelle Casa di Riposo di Buja è successo che 3 giorni dopo la somministrazione del vaccino il "Coronavirus" è entrato nella struttura ed ha contagiato gli anziani. Il giorno prima della somministrazione del vaccino, avevamo a disposizione l'esito dei tamponi molecolari effettuati dall' Azienda Sanitaria che attestavano l' assenza di contagio (nessun positivo!).

È stata una grande delusione per tutti coloro che in questi mesi ( quasi un anno) hanno difeso la struttura di Buja e gli anziani, con mille attenzioni e anche con sacrifici personali. Nel momento in cui abbiamo individuato gli anziani positivi, abbiamo individuato il contagio anche in 4 operatori della Casa di riposo che non si erano ancora vaccinati.

Ci ho pensato molto e sono convinto non esista un rapporto di causalità o concausa tra la vaccinazione e il contagio degli anziani ospiti della struttura. Per produrre anticorpi serve circa un mese e purtroppo il virus è arrivato prima della protezione derivante dal vaccino. Se non avessimo fatto i vaccini il virus sarebbe entrato nella struttura comunque. Non c'è relazione tra questo vaccino e il contagio. Il vaccino somministrato non contiene virus, né parte di virus, è totalmente sintetico. Purtroppo l' epidemia è ormai così diffusa che non c'è scuola, ufficio pubblico, luogo di lavoro dove opera una moltitudine di persone che non sia stato raggiunto dal virus.

Con l' inizio del nuovo anno, nelle nostre zone e in modo particolare a Buja, abbiamo avuto una diffusione del contagio enorme: ho stimato che tra i positivi noti e gli asintomatici (che secondo alcuni studi potrebbero essere anche 5 volte i casi conclamati), a Buja risultava coinvolta almeno un 10 per cento della popolazione! In tale contesto era impossibile che il virus non arrivasse anche nella Casa di riposo. Negli ultimi 10 giorni il contagio a Buja sta diminuendo ma resta sempre piuttosto elevato! Per quanto riguarda i vaccini e' noto che ci sono due idee contrapposte: è quasi una guerra di religione tra i favorevoli e i contrari. Attualmente sono allo studio 17 vaccini (che entro l' estate arriveranno sul " mercato") concepiti con tecniche differenti ( vettore virale, mRna, dna e proteici). Con l'arrivo a febbraio in Italia, del vaccino AstraZeneca (considerata la più semplice metodica di conservazione), anche i medici di medicina generale inizieranno a somministrare i vaccini. Probabilmente la messa in commercio di più vaccini, in qualche modo consentirà una parziale scelta.Il patto di Yalta con le sue aree di influenza vige ancora... mi pare evidente! Personalmente credo il vaccino sia indispensabile per uscire da questa grave situazione creata dalla pandemia.

Certamente nei prossimi mesi, oltre ai vaccini, saranno disponibili anche nuovi farmaci più efficaci nella cura dell' infezione ( anticorpi policlonali, ecc..). Quindi sono fiducioso che a maggio/giugno con l'arrivo del caldo e gli effetti delle vaccinazioni, inizieremo a recuperare un po' di quella vita normale che ci manca tanto!

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