Paderno e Beivars contro il tempio crematorio: «Trattati come sotans», via alla raccolta firme

Scelta incomprensibile. I residenti temono pesanti ripercussioni e si schierano in difesa del quartiere
Redazione

Tra Beivars e Paderno è nato un Comitato apartitico di cittadini che ha come obiettivo tutelare il territorio dal nuovo impianto di cremazione che l’amministrazione di Udine vuole costruire all’ombra del Cimitero di Paderno in via Emilia. Per provare a convincere la giunta a rivedere un progetto che reputano ‘incomprensibile’, ieri sera è stata attivata una raccolta firme per impedire la costruzione del nuovo tempio a doppia linea. 

“Si tratta di una scelta incomprensibile – spiegano i referenti -. Tanto più considerando che a maggio 2018 anche l’allora candidato sindaco sosteneva che i forni crematori sono ‘inceneritori altamente inquinanti’ e che la stessa normativa europea prescrive che la loro ubicazione debba essere lontana da abitazioni e luoghi di permanenza di persone”. 

“A distanza di poco più di un anno, invece, Fontanini e la sua maggioranza hanno approvato un progetto che, di fatto, ricalca quello ipotizzato e criticato sotto la giunta Honsell”, spiegano i residenti. “E’ come se gli abitanti di Paderno e Beivars non contassero, fossero invisibili, tanto che l’amministrazione non aveva avvertito nemmeno la necessità di informare i residenti del progetto che intendeva portare avanti. Siamo stati trattati come sotans. Di fronte a quello che avvertiamo come una ingiustizia, uno sfregio alla nostra comunità, abbiamo avvertito la necessità di attivarci per difendere il nostro territorio, già provato da situazioni complicate e irrisolte da tempo, come l’area ex Bertoli. Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce, per far capire al sindaco e alla giunta che gli abitanti di Paderno e Beivars ci sono: non abbassano la testa e dicono NO al forno crematorio, NO a decisioni prese alle loro spalle, nocive per il quartiere ed i loro residenti, NO a una politica che cala le proprie decisioni dall’alto, senza ascoltare le istanze del territorio. Siamo ancora in tempo per cambiare le cose e portare la giunta a rivedere le sue scelte e noi ci proveremo: l’iter procedimentale riguardante il forno è appena all’inizio, i progetti attuativi devono ancora essere approvati”.

(Fotografia di Lorenzo Balloch)

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