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Pari opportunità: resta il nodo doppia preferenza per le elezioni regionali

Il coordinamento nazionale delle commissioni per le pari opportunità delle regioni italiane si è riunito oggi a Trieste

Ha preso il via dall'aula consiliare del Friuli Venezia Giulia il primo laboratorio nazionale espressamente dedicato all'evoluzione delle strategie e delle modifiche normative volte al pieno rispetto delle pari opportunità, finalizzato alla stesura di una proposta concreta da portare successivamente all'attenzione del Governo. L'iniziativa, organizzata dalla Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna (Crpo Fvg) presieduta da Dusy Marcolin, ha successivamente coinvolto in una prima seduta di elaborazione degli spunti, scaturiti nel corso dei numerosi interventi, le componenti della Conferenza nazionale delle Presidenti regionali delle Crpo di Regioni e Province autonome. "Sono particolarmente orgogliosa - ha esordito la presidente Marcolin - per essere riuscita a riunire le colleghe delle altre Regioni, iniziando un percorso virtuoso di ascolto del territorio. Alla luce dei profondi cambiamenti che hanno sconvolto la nostra società, l'azione di avvicinamento a una concreta parità di genere, sulla base di un lavoro importante già svolto, necessita di un ulteriore passo avanti per trovare nuovi strumenti e migliorare le leggi istitutive".

"Le Crpo - ha sottolineato il presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Piero Mauro Zanin - devono ottenere la garanzia di un'attività propedeutica all'approvazione e alla discussione delle normative. Il vostro lavoro dovrebbe essere la base per il legislatore verso scelte politiche sempre più in linea con un senso di civiltà al quale dovremo uniformarci tutti. Impegno e volontà ci sono: sta a noi aggiungere convinzione e determinazione per rendere questo lavoro patrimonio di tutti i Consigli regionali". "La vicinanza della Presidenza e dei consiglieri del Fvg - ha aggiunto, ricordando la presenza nell'emiciclo di piazza Oberdan a Trieste anche di Alessandro Basso e Francesco Russo - testimoniano che l'impegno del Cr al fianco della Crpo non è di facciata. Marcolin sa quanto ci teniamo e il sostegno costituisce un imperativo categorico, perché è una questione di civiltà. La Crpo Fvg ha lavorato molto bene, dimostrando l'utilità di una Commissione fondamentale giacché, quando aumentano problemi e difficoltà, possono nascere differenze, inciviltà e discriminazioni, alle quali bisogna rispondere con approfondimento, sostegno, ricerca e innovazione".

"Questa Crpo 2.0 - così l'ha definita Zanin in conclusione - dovrà indicare come riorganizzare la normativa in funzione delle sfide che dovremo affrontare in futuro. Voi siete le attrici principali e voi dovete dare le indicazioni, anche attraverso un coordinamento e una rappresentanza uguali in tutta Italia, per la costruzione di una società migliore e con un minimo comun denominatore che possa diventare patrimonio dell'intero Paese". L'assessore regionale a Lavoro, Istruzione e Famiglia, Alessia Rosolen, ha invece esordito rimarcando che "le Crpo devono costituire un mezzo e non un fine. Gli input offerti da questi lavori saranno posti all'attenzione dell'Amministrazione regionale nell'ottica dell'innovazione e del miglioramento di norme che fotografano una situazione profondamente cambiata. Stiamo cercando di comprendere cosa fare per rinnovare, modificare e rendere più attuali le Crpo regionali, ricordando i singoli contesti ed evitando battaglie ideologiche". "È necessario - ha proseguito Rosolen - concentrarsi su mezzi, strumenti e azioni che possono davvero cambiare la società. La Crpo ha un importante compito di vigilanza, segnalazione e attuazione, ma deve anche saper riportare all'attenzione della politica la realtà nella quale è insediata". Il vice sindaco del Comune di Trieste, Serena Tonel, ha menzionato dal canto suo la lunga storia delle Pari opportunità e dell'emancipazione femminile nel capoluogo regionale.

"Da allora i passi avanti sono stati molti, ma è sempre più indispensabile - ha sottolineato - l'alleanza tra istituzioni e cittadini per risolvere queste criticità sistemiche". La senatrice Francesca Tubetti ha evidenziato che "l'elezione del presidente Giorgia Meloni ha rotto un tetto di cristallo. La nostra responsabilità, ora, è andare oltre ogni forma di limite e di discriminazione, dando alle nostre figlie delle speranze nuove e normando una evoluta visione del mondo". La senatrice Tatjana Rojc ha invece rimarcato che "la politica è stata pensata dagli uomini per gli uomini. Il Fvg e Trieste, tuttavia, sono sempre stati all'avanguardia nell'emancipazione femminile, mentre da poche ore è stata eletta la prima presidente donna della vicina Repubblica di Slovenia. Molto bene, ma è sempre necessario vigilare".

Il convegno, dedicato al tema "Esperienze e prospettive delle Commissioni regionali e delle Province autonome", si è quindi sviluppato attraverso gli interventi tecnici. A partire da Roberta Sartor (direttrice del Servizio Organi di garanzia del Cr Fvg) che ha approfondito gli impianti normativi specifici, sia sul piano internazionale che su quelli statale e regionale. Roberta Mori, coordinatrice nazionale Crpo regionali e Province autonome, ha auspicato "un importante investimento politico, culturale e sociale. È doveroso essere funzionali ed efficaci verso gli obiettivi concreti, ricordando che si parla di diritti e non di privilegi". Tra le presidenti delle Crpo regionali hanno preso quindi la parola Mariafranca D'Agostino (Abruzzo), Paola Taufer (Provincia di Trento), Loredana Zanella (Veneto), Maria Grazia La Selva (Molise) e Margherita Perretti (Basilicata). Le conclusioni sono state infine affidate a Emma Petitti (delegata al Coordinamento per le Po e parità di genere dalla Conferenza nazionale delle Assemblee legislative) che ha espresso la sua soddisfazione per "il prezioso patrimonio scaturito dai lavori e che ora deve diventare concretamente utile. Ne avremo cura, ma serve un approccio traversale, forte, culturale e politico, pur nelle diversità e nelle specificità, che deve condurre all'incisività nei tavoli che portano alle decisioni". "Costruiamo insieme un metodo di lavoro - ha concluso Petitti - verso un documento di proposta puntuale per un ragionamento virtuoso che, dal 2023, coinvolga territori, enti locali e Regioni (sia assemblee che esecutivi) per un nuovo rapporto da costruire con il Governo centrale".

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