Paura e dubbi sul futuro della centrale A2A di Monfalcone

Dopo le dichiarazioni del sindaco sulla riconversione in area portuale intervengono sindacati e opposizione. "Va tutelata la salute dei cittadini e i trecento posti di lavoro"
Ivan Bianchi

Ancora dubbi sul futuro della centrale A2A di Monfalcone. Ad alzare l’attenzione su quanto sta avvenendo alla centrale a carbone è Thomas Casotto della Cgil, che ricorda come i posti di lavoro da salvare siano circa 300. Le ultime dichiarazioni del sindaco, Anna Maria Cisint, hanno spaventato non poco la sigla sindacale.

Qualche giorno fa, infatti, Cisint aveva sottolineato come il piano regolatore lì non preveda un polo energetico bensì aree dedicate alla portualità. Uno scalo, ovviamente, non compenserebbe tutti i posti di lavoro persi. “Gli amministratori devono riportare al centro la politica industriale”, sottolinea Casotto. “Siamo competitivi e produttivi, come paese, quando siamo autonomi nell’approvvigionamento energetico. Diversamente dovremmo importare la linfa vitale dal nucleare sloveno. Vogliamo questo? Purtroppo, le attuali tecnologie non ci consentono di realizzare solo energia pulita, per i vincoli industriali. Ma la riconversione della centrale può e deve sposarsi alla questione della salvaguardia dei posti di lavoro e della salute dei cittadini”. ”In merito alla centrale A2A riteniamo che sia indispensabile un tavolo di confronto per comprendere esattamente quali saranno le ricadute sul territorio” sottolinea Cristiana Morsolin, de La Sinistra per Monfalcone. Preso atto che l’AIA è in vigore fino al 2025 vogliamo capire come si intende tutelare i 290posti di lavoro oggi attivi tra indotto e diretti e nello stesso tempo garantire la tutela dell’ambiente. È indispensabile prevedere un percorso che contempli l’impegno dell’azienda per lo smantellamento dello stabilimento che non rimanga poi a carico della comunità. Le dichiarazioni della sindaca non garantiscono nessuno di questi elementi, anzi se così fosse saremmo di nuovo di fronte a 290 licenziamenti. Pensa di poterli ricollocare con il protocollo con Fincantieri di cui ancora aspettiamo gli esiti per i disoccupati del territorio?”, incalza la consigliere Morsolin.

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