Pazienti in fuga per curarsi, Fvg in debito per 7.6 milioni

A fare i conti è la Fondazione Gimbe, che ha calcolato crediti e debiti di ciascuna regione. Il vicino Veneto vanta un credito da 228 milioni
Alessandra Salvatori
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La mobilità sanitaria ha creato nel 2021 in Friuli Venezia Giulia un saldo negativo di 7,6 milioni di euro. La nostra regione ha debiti per 94,2 milioni – 16esima in Italia – per prestazioni e ricoveri di propri cittadini fuori dai confini del Friuli Venezia Giulia. Ha invece crediti per 86,6 milioni – 12esima a livello nazionale – per pazienti di altre regioni che sono venuti a curarsi qui.

Lo sottolinea la Fondazione Gimbe nel suo report sulla mobilità sanitaria nel 2021. Il valore è di 4,25 miliardi a livello nazionale, il 27% in più rispetto al 2020. E segnala una fuga di pazienti dal sud al Nord.

Le regioni che attraggono più pazienti sono Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Quest’ultima registra un saldo positivo di 228 milioni di euro. Le regioni dalle quali i cittadini migrano per curarsi altrove sono Calabria, Campania, Sicilia, Lazio, Puglia e Abruzzo.

La mobilità sanitaria – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – riflette le grandi disuguaglianze nell’offerta di servizi sanitari tra le varie regioni. Un gap che per Cartabellotta è diventato una frattura strutturale, destinata ad essere aggravata dall’autonomia differenziata.

La Fondazione Gimbe segnala inoltre che in Italia oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche finisce nelle casse di strutture private: il 54,6% del totale, rispetto al 45,4% del pubblico. In Friuli Venezia Giulia le strutture private erogano il 24,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva. Si va dal 90,5% del Molise all’8,6% della Basilicata.

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