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Una petizione e un flashmob per liberare il fisarmonicista rinchiuso nel Cpr

Diverse le iniziative organizzate per evitare l’espulsione del musicista ucraino Liubomyr Bogoslavets, rimasto intrappolato in Friuli con lo scoppio della pandemia

La storia del musicista, rimasto in qualche modo intrappolato in Friuli anche a causa dell’arrivo del Lockdown, sta mobilitando in questi giorni associazioni, musicisti e semplici cittadini, sempre più intenzionati a fare qualcosa per liberare il 59enne Liubomyr Bogoslavets, rinchiuso da venerdì 11 giugno all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo.

Dopo l’appello lanciato dalla consigliera dem, Sara Rosso, Oikos ha deciso di organizzare alcune iniziative volte anche a porre l’attenzione anche sulle condizioni cui sono costretti i cittadini stranieri rinchiusi nei Cpr. Per questo motivo, la onlus ha attivato una petizione online, attraverso la quale esprimere sostengo e vicinanza al musicista, detenuto insieme ad un centinaio di persone e chiedere la chiusura di tutti i Cpr presenti lungo la penisola.

La raccolta firme è inoltre affiancata da una ‘call to action’ sui social che invita i cittadini a postare foto e video di solidarietà con l’hashtag #LiubomyrBogoslavetsLibero . Le immagini vanno scattate posizionando un nastro adesivo bianco sulla bocca con la scritta “No CPR!” (nel video in alto alcuni operatori e ragazzi della comunità #IlMondoInCasa di Oikos a Fagagna).

Ma non è finita. Sabato 19 giugno, alle 17, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato, in piazza Matteotti si terrà un flashmob musicale, dove sarà intonato This land is your land» di Woody Guthrie in tonalità di Fa maggiore.

Cosa è successo

Liubomyr, in Friuli da gennaio 2020, era in possesso di un visto di ingresso multiplo della durata di 3 mesi. L’imminente pandemia, la chiusura delle frontiere da parte dell’Ucraina, le difficoltà linguistiche e qualche leggerezza di troppo da parte dell’artista di strada hanno poi fatto il resto. Liubomyr, infatti, si è ritrovato ‘intrappolato’ in Friuli, convinto di aver consegnato tutta la documentazione necessaria per la richiesta di asilo politico. Qualche mese fa, invece, era poi arrivata la richiesta di allontanamento dall’Italia, verso la quale il ricorso tentato dal suo avvocato, Alessandro Campi, si è rivelato inutile.

Sei giorni fa, Liubomyr è stato poi fermato a Grado. Risultando irregolare, le forze dell’ordine non hanno potuto far altro che applicare le regole, accompagnandolo al Centro per il Rimpatrio di Gradisca, in attesa di espulsione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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