Pioggia di gettoni dalla slot, ma la fortuna non c’entra: condannato hacker

Violazione del sistema informatico eseguito a regola d'arte. Nemmeno i tecnici sono riusciti a spiegare il metodo adottato
Hubert Londero

Dalla slot machine uscirono 210 monete da 2 euro, ma non era una vincita: assieme ad altri 5 connazionali aveva hackerato la macchinetta. Oggi il giudice Paola Turri del Tribunale di Udine lo ha condannato a 6 mesi di reclusione per frode informatica, la metà di quanto chiesto dal pm. La pena è stata inflitta a Denis Marian Ionita, cittadino rumeno di 35 anni residente a Milano.

A essere presa di mira nell’ottobre del 2015 fu la sala Bingo Star di via Palmanova a Udine. Stando alle accuse, l’hacker riuscì a penetrare nel sistema informatico della slot machine e a farle erogare la pioggia di monete, del valore di 420 euro. Come ci riuscì resta un mistero, dato che nemmeno i tecnici hanno potuto determinare le modalità della violazione informatica.

A incastrare l’uomo sono state le telecamere di videosorveglianza, che ripresero non solo il suo volto, permettendone così l’identificazione, ma anche il video della macchinetta, che confermò l’hackeraggio.

Il suo difensore, l’avvocato Veronica Mansi del Foro di Trieste in sostituzione del collega Enrico Miscia, ha chiesto l’assoluzione perché non è stato spiegato come e con quale strumento fu  violato il sistema informatico della slot.

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