Piscina del Palamostre sempre meno attrattiva: «Seguire l’esempio di Buia e Cividale del Friuli»

La proposta di Alessandro Venzanzi alla giunta Fontanini per migliorare il polo natatorio di udine
Giancarlo Virgilio

Molti cittadini del capoluogo friulano si recano in comuni anche lontani pur di fruire di servizi natatori più efficienti e comodi rispetto a quelli presenti a Udine. E lo fanno per i migliori orari di apertura, per la presenza di più servizi, attività ludiche, di intrattenimento o semplicemente di giochi. Proprio ieri vi abbiamo raccontato come ancora non sia presente un chiosco nella terrazza delle piscine esterne del Palamostre. E’ indubbio che anche solo la presenza di un bar rende molto più attrattiva qualsiasi proposta, figuriamoci un servizio di questo tipo. Un esempio lo stiamo vivendo in città proprio in questi giorni. Il maxischermo collocato in piazza Venerio sta riscuotendo molto più successo rispetto a quello di piazza Libertà, privo di copertura o servizio ristorativo.  

Il capogruppo del Pd in consiglio Comunale, Alessandro Venanzi, proprio per migliorare il servizio reso dalle Piscine udinesi e far in modo che il Comune di Udine non si dimentichi dei cittadini che amano stare in acqua, ha deciso di lanciare un’idea alla Giunta Fontanini, ovvero quella di creare una partnership più integrata tra pubblico e privato anche per il polo di via Ampezzo. Per non perdere fette di mercato, Venanzi propone di seguire gli esempi virtuosi già presenti ad esempio nel Parco Brun di Piazzale Chiavris, al Parco Moretti di via Mentana, al Visionario di via Asquini, oppure quanto fatto dalle amministrazioni di Buia e Cividale del Friuli.

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