Poste, sos privatizzazione: in gioco l’occupazione e il presidio dei piccoli comuni

Giovedì 24 maggio presidio dalle 10 a Trieste in piazza dell’Unità: «Non permetteremo al Governo di distruggere l’azienda». La protesta dei sindacati Fvg a nome dei 2.300 lavoratori e dei cittadini
Daniele Micheluz
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I sindacati si mobilitano contro la privatizzazione di Poste Italiane Le Segreterie regionali del Friuli Venezia Giulia di Cisl, Cgil, Uil e Cisal venerdì maggio 2024 dalle 10 effettueranno un presidio davanti alla sede della Prefettura di Trieste per manifestare la netta contrarietà rispetto all’ipotesi di cessione di ulteriori quote di Poste Italiane. “Siamo convinti – dicono le sigle sindacali compatte- che la decisione del Governo di privatizzare la più grande azienda di servizi del Paese rappresenti un’operazione poco illuminata, con la rinuncia a un asset strategico e alle importanti cedole che Poste Italiane ogni anno riconosce allo Stato”

Secondo le parti sociali, il passaggio del controllo dell’Azienda dalla proprietà pubblica a quella privata, nonostante i tentativi di mistificazione degli esponenti di Governo, mette fortemente a rischio anche l’occupazione dei circa 2.300 dipendenti del Friuli Venezia Giulia con pesanti ricadute sociali ed impatti rilevanti sul piano dell’economia regionale.

Già dalla scorsa settimana è iniziata una campagna di sit in davanti a tutte le Prefetture dei capoluoghi regionali. Dopo gli incontri con esponenti politici, associazioni, Anci e Regione – fanno sapere i sindacati chiederemo anche al Prefetto di Trieste di ascoltare le nostre ragioni per tutelare un’azienda divenuta punto di riferimento del Paese così come dimostrato anche nei lunghi mesi di pandemia.

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