Processo Regeni in stallo, il 20 settembre la decisione della corte

Alessandra Salvatori

Sarà la Corte Costituzionale a decidere, il prossimo 20 settembre, se il processo per la morte di Giulio Regeni potrà riprendere. Il procedimento resta al momento appeso ad un filo, a sette anni dalle torture e dall’uccisione del ricercatore di Fiumicello avvenute al Cairo nel febbraio del 2016.

Dirimente sarà la decisione sulla questione sollevata dal Tribunale di Roma relativa all’assenza dei quattro 007 egiziani, imputati nel processo per la morte di Regeni. La Consulta si esprimerà sulla possibilità di andare avanti con il procedimento e superare la “stasi” processuale, anche in assenza di notifiche degli atti agli imputati. Su questo pesa l’ostruzionismo delle autorità egiziane.

Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo, aveva sollevato davanti al giudice la questione di costituzionalità dell’articolo 420 bis, in relazione alla parte in cui prevede che l’assenza di conoscenza del processo da parte dell’imputato derivi dalla mancata attivazione della cooperazione dello Stato estero. Nei confronti dei quattro imputati i pm di piazzale Clodio contestano, a seconda delle posizioni, il sequestro di persona pluriaggravato, le lesioni aggravate e il concorso in omicidio aggravato.

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