“Brusaferro impedì le misure previste dal Piano pandemico”

Per la Procura di Bergamo il medico udinese impedì l'adozione delle misure previste dal Piano pandemico
Hubert Londero
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Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, l’udinese Silvio Brusaferro, impedì l’adozione delle misure previste dal Piano Pandemico, prospettando azioni alternative, nonostante le raccomandazioni e gli alert dell’Oms. E’ quanto affermano i pm di Bergamo nell’avviso di chiusura dell’indagine sulla gestione del Covid nella Bergamasca all’inizio della pandemia.

L’inchiesta era partita già nell’aprile 2020, sulla scorta di una consulenza del microbiologo Andrea Crisanti, secondo cui con un tempestivo lockdown nei paesi di Nembro e Alzano si sarebbero potute salvare migliaia di vite umane. Due i filoni delle indagini: la chiusura e riapertura dell’ospedale di Alzano dopo la scoperta del primo caso nella Bergamasca e la mancata concessione della zona rossa ad inizio marzo, quando la pandemia aveva spaventato il paese e tutto il mondo.

Per la Procura lombarda, Brusaferro aveva a disposizione almeno dal 28 febbraio il Piano Covid, elaborato da alcuni componenti del Cts, nel quale c’erano già tutti i dati necessari per estendere la zona rossa anche nella Val Seriana.Sono diciotto le persone indagate assieme a Brusaferro epidemia colposa aggravata, omicidio colposo plurimo e rifiuto di atti d’ufficio. Tra queste compaiono l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente regionale della Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli.

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