Protezione Civile “sospesa”, il Governo pronto a intervenire

La politica locale, in modo trasversale, chiede che ci sia chiarezza sulle responsabilità o la Protezione civile rischia di essere depotenziata
Daniele Micheluz
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Il Governo è pronto a impegnarsi per risolvere la questione normativa che ha portato alla sospensione dei volontari della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, un esercito di circa 10 mila persone. Stamattina a Roma c’è stato un confronto sul tema tra il ministro alla Protezione Civile Nello Musumeci e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “Siamo al fianco di tutte le donne e gli uomini che ogni giorno si impegnano per i loro concittadini e proprio per questo stiamo seguendo con attenzione la situazione anche con gli altri ministeri competenti- dicono in una nota i due esponenti di Fratelli d’Italia – Stiamo analizzando la normativa di riferimento per chiarire se e come sia possibile intervenire, così da non far incorrere i volontari in risvolti penali”. I volontari si sono fermati dopo che il coordinatore comunale della Protezione Civile, Renato Revelant e al sindaco di Preone, Andrea Martinis, sono stati indagati per omicidio colposo e sanzionati dall’azienda sanitaria, a seguito dell’incidente mortale del caposquadra volontario Giuseppe De Paoli, travolto lo scorso luglio da una ceppaia mentre puliva una strada dopo il maltempo. Un incidente equiparato dalla magistratura di Udine a un infortunio sul lavoro. Al ministro Musumeci, hanno presentato un’interrogazione, in maniera trasversale, il senatore della Lega Marco Dreosto e la deputata del Pd Debora Serracchiani, entrambi per chiedere chiarezza e garanzie al Governo per quanti a titolo gratuito aiutano la comunità. Oggi in consiglio regionale è intervenuto anche l’assessore Riccardo Riccardi che ha sottolineato come il del decreto legge 81 si presti a diverse interpretazioni sulle responsabilità di amministratori e coordinatori, anche a quella legittima della Procura di Udine. Ma letta così – ha detto l’assessore – la norma potrebbe far tramontare l’esperienza straordinaria delle protezione civile, perché i volontari non sarebbero disposti a rischiare tanto. Concetto espresso in modo bipartisan dall’aula.Al momento l’attività in Friuli Venezia Giulia è pressoché ferma. E in caso di emergenza? Essendo volontari non ci può essere alcun obbligo per loro e in quel caso, fa saper il direttore regionale della Protezione civile, Amedeo Aristei, si farà con le forze a disposizione. La protesta va avanti, in attesa di risposte chiarificatrici.

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